Il Tirreno

Grosseto

Scuola della memoria Cinelli: «Io ignorante? Pretendo le scuse»

di Ivana Agostini
Scuola della memoria Cinelli: «Io ignorante? Pretendo le scuse»

Il sindaco di Magliano ribatte a Luciana Rocchi sulla vendita dell’edificio simbolo dell’eccidio di Maiano Lavacchio

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MAIANO LAVACCHIO. «Né insensibile, né superficiale, né ignorante». Non ci sta Diego Cinelli, sindaco di Magliano in Toscana, a passare come un sindaco che non conosce la storia della sua terra; che vuole vendere all'asta i luoghi della memoria come se non gli interessasse né il passato né l'eccidio perpetrato a pochi metri da quelle mura.

«Non ci stiamo a passare per quello che non siamo: né io né la mia amministrazione» ribatte Cinelli a quanto dichiarato da Luciana Rocchi, direttrice dell’Istituto storico della Resistenza, in particolare, e da altri che lo hanno criticato. «Quando abbiamo deciso di vendere la scuola di Maiano Lavacchio – dice Cinelli – lo abbiamo fatto in maniera ponderata sapendo che sarebbe stato venduto un edificio costruito dopo l'eccidio e che con la morte degli undici ragazzi non aveva a che fare. Nessuno vuole dimenticare il sacrifico dei martiri d'Istia, anzi – continua – abbiamo dimostrato di avere a cuore quei luoghi facendo ciò che altre amministrazioni non avevano fatto prima».

Per dimostrare che l’insensibilità non è la sua, Cinelli vuole anche fare luce – annuncia – su un episodio: piuttosto «mi chiedo – continua –come sia stato possibile consentire che venisse costruita la cucina di un ristorante nei locali di quella che fu la vera scuola protagonista del processo sommario fatto ai renitenti».

«I fatti sono avvenuti in locali che non sono quelli che il Comune ha messo in vendita – dice Cinelli – e chi si è espresso nei miei confronti con certe parole dovrebbe forse fare un passo indietro e chiedere scusa per il modo in cui si sono rivolti al sindaco».

Cinelli dunque non si farà imporre decisioni – dice – da chi non ha mancato l'occasione per dargli contro.

Fra i commenti che invece il sindaco maglianese si sente di prendere in considerazione c'è quello di Emilio Bonifazi, sindaco di Grosseto, nel cui ufficio si trova la lavagna dei fratelli Matteini sulla quale i due ragazzi prima di essere trucidati lasciarono un messaggio per la madre. «Bonifazi – dice Cinelli – ha auspicato di trovare una soluzione perché capisce la situazione in cui si trovano i Comuni. Sono disposto a sedermi a un tavolo per confrontarsi – ma non sono disposto a subire imposizioni da chi mi ha dato dell'ignorante. Sono il sindaco di Magliano perché sono stato eletto democraticamente».

A supportare il sindaco c’è anche Amanda Vichi, capogruppo di maggioranza. «Il comune di Magliano è il terzo comune in Toscana che ha subito il maggior taglio dei trasferimenti statali, ma in quel caso nessuno degli attuali scrittori militanti della sinistra ha detto o scritto qualcosa, anche solo per solidarietà coi cittadini. Adesso attaccano l'Amministrazione per l’alienazione di un edificio che è stato costruito sedici anni dopo l’evento storico che adesso tutti rievocano ma che nessuno ha mai onorato o rievocato prima».

Al fianco del sindaco Cinelli si mettono anche Fratelli d'Italia di Magliano. «Chiediamo a chi ha criticato Cinelli – dicono – di farsi portatore nelle sedi opportune delle difficoltà che comuni come Magliano in Toscana hanno nel garantire i servizi essenziali tralasciando le stucchevoli polemiche».

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