Sicurezza
Processo Concordia, la Procura contro la sentenza Schettino: "Pena troppo bassa"
I pm Maria Navarro, Stefano Pizza e Alessandro Leopizzi hanno presentato appello per la condanna dell'ex comandante: "Responsabilità titaniche"
GROSSETO. La procura di Grosseto ha presentato ricorso in appello contro la sentenza con cui, l'11 febbraio scorso, il tribunale ha condannato Francesco Schettino a 16 anni di reclusione per il naufragio della Concordia. I pm Maria Navarro, Alessandro Leopizzi e Stefano Pizza non hanno ritenuto congrua la pena per l'ex comandante. Al processo di primo grado l'accusa aveva chiesto per Schettino una condanna a 26 anni di reclusione.
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In sintesi, la Procura ritiene troppo bassa la pena inflitta, di fronte al cumulo delle responsabilità dell’ex comandante della Costa Concordia, affondata il 13 gennaio 2012 davanti a Giglio Porto. I magistrati ritengono più che attendibile la ricostruzione effettuata dai giudici (Puliatti presidente, Mezzaluna e Compagnucci) ma che proprio per questo motivo le responsabilità del comandante debbano stagliarsi maggiormente in termini di pena, visto il ruolo principale avuto da Schettino in ogni fase della vicenda, dal tracciamento della rotta all’abbandono della nave.
"Alla responsabilit titanica di Schettino" nel naufragio della nave Costa Concordia "deve corrispondere una pena esemplare": anche così i pm di Grosseto, secondo quanto appreso, motivano il ricorso in appello. In particolare, nel ricorso i pm criticano i giudici di Grosseto sul conteggio che determina gli anni di condanna.
Nell’incidente avevano perso la vita 32 persone e ne erano rimaste ferite 193. Omicidio colposo plurimo, lesioni colpose plurime, omesse comunicazioni all’autorità marittima, abbandono di persone incapaci e abbandono della nave i reati per i quali il comandante era stato portato a processo ed è stato condannato.
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