Finanza
Incendio, paura al centro dei migranti
Gavorrano, un giovane ospite non ha capito l’ordine e ha acceso un fuoco
GAVORRANO. Un’ingenuità che poteva costare cara, ma che alla fine ha portato solo a un grande spavento e alle lacrime del ragazzo che ha acceso le fiamme sul quel mucchio di sterpaglie credendo di far bene. «Era mortificato» spiegano dal centro accoglienza della Castellaccia, nelle campagne gavorranesi, dove nella notte a cavallo tra sabato 19 e domenica 20 settembre è scoppiato un grande incendio.
Le cause, appunto, stanno in quella mossa poco accorta e non voluta del giovane nord africano ospitato in quelle stanze; mentre la lotta per spegnere le fiamme è stata portata avanti dai vigli del fuoco per oltre un’ora. Alla fine, comunque, tutto si è risolto con una macchia nera nel cortile delle ex scuole della Castellaccia, da poco rinnovate per poter ospitare profughi sotto la gestione dell’associazione Partecipazione e Sviluppo di Lucca.
Sono una ventina gli ospiti là dentro, impegnati ogni giorno con varie attività comprese in un programma di formazione e integrazione. Tra queste c’è anche la pulizia e la manutenzione del centro stesso e il programma di sabato pomeriggio prevedeva la raccolta di tutte le erbacce e delle foglie secche cadute attorno alle ex scuole. I ragazzi (l’età media del gruppo è ventun anni) hanno così messo insieme un bel mucchio di sterpaglie e le hanno posizionate vicino alla ringhiera, in modo da poterle portar via alla prima occasione. Uno degli ospiti però, il più giovane, non ha capito l’ordine impartito e pensando di far bene ha dato fuoco al mucchio. Così è nato l’incendio, subito scappato di mano ai profughi. «I ragazzi allora si sono impauriti» spiegano dall’associazione Partecipazione e Sviluppo. Nel giro di qualche minuto i vigili del fuoco erano già sul posto con gli idranti a tutta potenza, ma le molte erbe secche e il vento hanno reso più arduo del previsto il loro compito. C’è voluto più di un’ora per aver ragione sull’incendio, ma infine tutto è andato per il meglio. Anche per il giovane che ha acceso il fuoco, tanto mortificato da piangere, subito consolato e risollevato dai compagni e dal personale dell’accoglienza.
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