La manifestazione
«Fermate i ladri di castagne»
I produttori chiedono l’intervento dei sindaci. Appello anche ai grossisti: la qualità è eccezionale e quest’anno anche la quantità
CASTEL DEL PIANO. Parte la castagnatura e si chiedono provvedimenti dei sindaci contro i ladri di castagne. Già qualche marrone comincia a cadere nelle zone più basse e l’annata sembra promettere bene. A Monticello Amiata, ad esempio, fra le zone castanicole più vocate a questo tipo di produzione, finalmente si respira: «Sono già sei anni - spiega il presidente dell’associazione castagna Lorenzo Fazzi - che si lotta per debellare il cinipide e adesso possiamo dire che l’80% dei castagneti sono tornati ad essere sani».
Anche nei castagneti di Castel del Piano pare sarà un’annata migliore: «Certo migliore dell’anno scorso - spiega Francesco Prunai, un castanicoltore - Noi raccogliamo di media 15 quintali di castagne e l’anno scorso invece ci fu solo un quintale. Fra l’altro con le castagne piene di muffe. Quest’anno le foglie sembrano fresche e belle e i marroni che ho aperto sono sanissimi».
Mentre tutti sono in attesa di staccare i cesti dal chiodo, vi sono però, alcune preoccupazioni: i prezzi e i ladri di castagne. «Speriamo che i grossisti - dice Fazzi - si comportino bene e tengano conto che questo frutto in Italia è carente. I grossisti amiatini dovrebbero tenere conto della qualità e dell’eccellenza delle nostre castagne, che sono anche Igp: marron buono, cecio e bastarda rossa, tre qualità di grandissimo valore».
E poi c’è l’altro problema: i ladri di castagne. Ogni anno è sempre peggio, perché si entra nei castagneti altrui anche di notte, portando via quintali di prodotto che il castanicoltore aspetta tutto l’anno. E ci sono proprietari che la notte dormono in automobile dentro il castagneto e altri che hanno messo l’allarme. Molte le petizioni ai sindaci che facciano ordinanze che indichino che in tempo di castagnatura entrare nei castagneti altri è vietato. Lo dicono anche gli statuti cinquecenteschi di molti paesi amiatini. «Sono anni che chiedo alle riunioni che i sindaci prendano provvedimenti – dice Stafania Falini - e ci sarebbero tante soluzioni. Basta un’ ordinanza di divieto assoluto di entrare nei castagneti a raccolto in corso. Va chiesta a gran voce una soluzione perché ogni anno siamo qui a parlarne ma poi non succede nulla». Intanto l’associazione per la valorizzazione della castagna del Monte Amiata Igp ha provveduto ufficialmente ad inviare una richiesta ai sindaci dell'areale dell'Igp per stimolare l'adozione di provvedimenti contro i raccoglitori abusivi a tutela dei produttori di castagne.
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