Il Tirreno

Grosseto

DIRITTO ALLO STUDIO

Al Giglio gli studenti scioperano ad oltranza

di Ivana Agostini
Gli studenti durante una manifestazione
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Gli studenti durante una manifestazione

Non si ferma l'agitazione delle famiglie che protestano perché mancano gli insegnanti

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ISOLA DEL GIGLIO. Tutti a casa. Non si ferma la protesta dei gigliesi che da quando la scuola è cominciata sono scesi in piazza per chiedere che il diritto allo studio sia garantito anche sull'isola: da lunedì 21 settembre gli studenti non andranno a scuola, non perché devono manifestare ma perché hanno deciso di trasformare la protesta rumorosa in sciopero ad oltranza. «Andiamo avanti così fino a che non arriveranno notizie dalla Regione» dice Barbara Galeotti, rappresentante d'istituto.

Da lunedì 21 settembre nessun bambino andrà a scuola; in realtà i bambini del Giglio non ci vanno dalla settimana precedente: hanno affiancato i genitori nella protesta. Ora però non ci saranno più cori, tamburi e striscioni e manifestazioni ma solo alunni che invece di andare a scuola rimarranno a casa. A meno che oggi non arrivino notizie confortanti dalle istituzioni sul futuro della scuola gigliese, i genitori non manderanno i figli a scuola fino a data da destinarsi.

Le manifestazione erano iniziate la settimana del 15 settembre quando con l'anno scolastico agli esordi al Giglio non era stato assegnato nemmeno l'organico. Una scuola che era iniziata perché l'unico insegnante che abita sull'isola si era preso la briga di aprire materialmente le porte della scuola. «Sull'isola non viene rispettato il diritto allo studio e senza scuola l'isola muore» dicono in coro gli isolani. Il percorso è collegato. Senza la scuola il rischio è non solo la mancanza di una formazione scolastica, ma anche lo spopolamento dell’isola.

Molti gigliesi fanno scelte coraggiose anche da un punto di vista economico spostandosi sulla terra ferma per garantire ai figli la possibilità di studiare. «Se una famiglia ha due figli, uno che deve finire le superiori e uno che va alle elementari – ha sempre detto il sindaco Sergio Ortelli – li sposta sulla terra ferma entrambi non ne manda uno a Grosseto e l'altro lo lascia al Giglio».

Il primo cittadino ha sempre sostenuto che il Giglio sia in credito con lo Stato, che deve intervenire perché la Buona Scuola – la Riforma del Governo Renzi – sia buona davvero.

I genitori si sono trovati anche quest'anno a scontrarsi con i soliti problemi di ogni anno, ma decisi a non indietreggiare.

Dopo giorni di manifestazioni, durante le quali hanno anche rallentato la discesa dei passeggeri dal traghetto e la sua partenza, da oggi tutti gli studenti dell'isola staranno a casa ad aspettare che anche il Giglio goda di quei diritti garantiti alla terra ferma «dove – ha spesso ribadito Ortelli – le scuole si possono anche scegliere. Al Giglio no. O si sta al Giglio o si emigra altrove».

 

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