Attenzione
«Lui ci sfidi pure, non molleremo mai»
Renzetti (Cgil): «Noi comprare l’immobile? Spetta alle istituzioni preservare la memoria collettiva»
GROSSETO. La Cgil di Grosseto è stata la prima a dire no alla vendita da parte del Comune di Magliano della scuola di Maiano Lavacchio. E il sindaco Diego Cinelli ha invitato la Cgil a partecipare all’asta per acquistare l’edificio e farci un mausoleo. Abbiamo sentito Claudio Renzetti, segretario della Camera del lavoro di Grosseto.
Renzetti, il sindaco Cinelli sostiene che gli 11 renitenti alla leva non furono fucilati nella scuola, e quindi vendere quell’edificio non violerebbe la memoria dei morti
«Nella scuola si svolse il “processo” della banda dei nazifascisti agli 11 ragazzi che erano scappati per non essere arruolati nella repubblica di Salò, e che poi vennero fucilati lì fuori. In quell’edificio i fratelli Matteini lasciarono scritto sulla lavagna il loro struggente saluto alla mamma prima di essere ammazzati. Che la scuola sia stata ristrutturata o spostata di qualche metro negli anni ’70 o meno poco importa. Cinelli dimostra la propria inadeguatezza culturale a svolgere il ruolo di sindaco, banalizzando quello che in quel luogo è avvenuto. Quella scuola non è un feticcio della Cgil, ma un simbolo in cui si riconosce la nostra coscienza collettiva. Dire che si può vendere perché tanto li hanno fucilati lì fuori, equivarrebbe a dire smantelliamo i binari di Auschwitz perché tanto li hanno gassati là dentro, non qui. Questo modo di ragionare è pericolosissimo».
Perché?
«Perché strizza l’occhio ai revisionismi da quattro soldi che su internet fanno disinformazione sui crimini nazifascisti e diffondono falsità raggiungendo milioni di persone. Cinelli dovrebbe sentire la responsabilità del ruolo che ha. E c’è dell’altro».
Cioè?
«Cinelli ha cambiato versione tre volte: prima ha detto che furono processati a Istia, poi a Maiano Lavacchio, poi in un altro edificio. Citando inesattezze riportate da Wikipedia e dimostrando di non conoscere i fatti. Viene legittimo pensare che portare la lavagna dei fratelli Matteini nella scuola di Magliano e la cena a suo tempo organizzata, erano solo diversivi per precostituirsi un alibi rispetto alla decisione di vendere la scuola».
Cosa farete ora?
«Chiediamo alle istituzioni di trovare una soluzione che salvaguardi la proprietà e destinazione pubblica di quella scuola, che è un simbolo che va onorato nel rispetto di chi è morto per testimoniare la propria adesione ai valori democratici e antifascisti. Mi appello anche ai consiglieri comunali di Magliano confidando nel loro senso di responsabilità e nella loro adesione a valori fondanti della comunità che amministrano».
Cinelli vi ha sfidato ad acquistare la scuola
«La scuola non è della Cgil, ma dei maremmani e degli Italiani. Come la casa dei fratelli Cervi, Fossoli, Sant’Anna di Stazzema, Niccioleta e ogni luogo in cui la cecità e la violenza di pochi ha sopraffatto le persone comuni. Spetta alle istituzioni preservare la memoria e onorare i martiri. E comunque sia, Cinelli deve sapere una cosa. La Cgil e tante altre realtà non sono spaventate da una sottoscrizione per acquistare la scuola di Maiano Lavacchio e poi utilizzarla come luogo di promozione della pace e dei valori antifascisti, magari facendone un’occasione di lavoro per i giovani. Comunque vada non molleremo perché su valori e principi fondativi di una comunità non si può transigere. Cinelli sappia che tutta Italia conoscerà l'ignavia del Comune di Magliano. Se vuole la prova di forza l’avrà. Mi auguro per la dignità di questo territorio non ce ne sia bisogno».
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