Il dolore
La beffa: alcuni posti rimarranno vuoti
Per matematica, ad esempio, il numero dei docenti in lizza è inferiore al numero di ruoli disponibili
GROSSETO. Si può parlare davvero di beffa, considerando quanto lungo è stato il precariato per una grande quota di insegnanti che sono stati assunti negli ultimi anni (anno scolastico 2015/2016 incluso): per alcune materie – quelle dell’area scientifica o quelle tecniche, per esempio – ci sono più posti che insegnanti che si candidano a portarsi a casa uno di quei posti.
«Verosimilmente – spiega Stefano Rosini di orgoglioprecario.it – non sarà possibile assegnare il numero totale di posti. Perché? Perché gli aventi diritto, cioé coloro che hanno presentato la domanda entro il 14 agosto e che non sono stati assunti nella fase B, sono in numero minore. Attualmente, infatti, ci sono classi di concorso, ad esempio matematica, in cui il numero di docenti iscritti nelle graduatorie utili per le assunzioni è inferiore al numero di posti disponibili. È quindi necessario attendere il nuovo concorso per coprire questi posti in modo stabile».
In compenso c’è una grande platea di aspiranti che avrebbero voluto e vorrebbero candidarsi a quei posti vacanti ma che non possono essere presi in considerazione. Chi è escluso? Lo sono ad esempio i giovani laureati in ingegneria, in matematica, fisica, giurisprudenza e tutti i neolaureati che aspiravano (per vocazione o ripiego) all’insegnamento; e tutti quegli insegnanti che non sono ancora abilitati ma che in cattedra ci sono già stati: eccome. (g.m.)
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