Sicurezza
«Ignoranti e cialtroni, qui non investo»
L’ex comandante Camilli sponsorizza il Roselle con ventimila euro e attacca i tifosi biancorossi e l’amministrazione
GROSSETO. «Con i miei soldi ci faccio quello che mi pare». Sono le prime parole che l'ex presidente dell’Us Grosseto Piero Camilli pronuncia al telefono. Sono ventimila euro quelli che l’ex comandante del Grifone ha deciso di investire nel Roselle dell’amico Ceri. Una scelta, questa, che ha mandato su tutte le furie buona parte della tifoseria biancorossa. Quella sponsorizzazione alla società che alle porte di Grosseto costruirà la cittadella dello sport non è andata giù a nessuno.
Soldi che Camilli ha deciso di spendere esattamente come ha fatto sponsorizzando il volley. Sempre a Grosseto, anche se la città di Canapone non sembra più essere nel cuore del patron della Viterbese fatti salvi alcuni rapporti di amicizia mantenuti, come con Mario Ceri.
È aria da quasi resa dei conti quella che si respira al telefono con Camilli. «Ho più di un’azienda importante e non campo di politica _ tira la stoccata Camilli _ Se i grossetani sapessero quanti e quali interessi ho in Italia e all’estero la smetterebbero di parlare in questo modo. Ho tante delle cose mie da guardare che non ha alcun senso pensare che sia interessato alla realizzazione della cittadella del Roselle». Va dritto al punto l’ex patron biancorosso. Perché il sospetto di tanti, quando hanno saputo che Camilli si era frugato in tasca per la società di Ceri, è stato questo. «Non mi interessa investire a Grosseto _ dice chiaro _ perché con questa amministrazione è impossibile lavorare. Basti vedere cosa è successo quando hanno cercato i soldi per l’iscrizione del Grosseto. Da noi quella cifra la raccogliamo con la Sagra della ranocchia».
C’è il veleno sulla coda della mancata iscrizione del Grifone. C’è il veleno nella separazione tra i biancorossi e Camilli. Come nella polemica sulla cessione del titolo, che tanti tifosi avrebbero voluto. «Sono dei cialtroni e ignoranti _ attacca _ perché per fare questo avrei dovuto pagare 600.000 euro di iscrizione e poi lasciare la società. Ma in mano a chi?».
Chi pensava di sentir parlare di Camilli solo per i due scontri con la Viterbese si è sbagliato di grosso. L’ex comandante di quello che succede a Grosseto è ben informato. Ma sulla società tace. «Che devo dire? _ sorride _ Il Grifone vincerà il campionato con quindici punti avanti. Dirò che l’ho lasciato proprio per questo».
Al sarcasmo del signore degli agnelli fa da contrappeso Mario Ceri, finito nella bufera col nipote Simone per aver accettato la sponsorizzazione di Camilli. «Ci siamo sentiti esattamente come abbiamo fatto negli ultimi dieci anni della sua gestione del Grosseto _ dice _ e mi ha detto di essere a disposizione». Solo per fare da sponsor, puntualizza anche Ceri. Anche se i tifosi temono che la mano dell’ex patron possa posarsi sul progetto della cittadella dello sport del Roselle. «Macché _ sbotta Ceri _ è prematuro anche solo pensarla una cosa del genere. Camilli ha quasi settant’anni. Non aveva più voglia di venire a Grosseto per la squadra che ha guidato per 15 anni, figuriamoci se si impegnerà per il Roselle».
Sarà. Ma l’aria che tira allo stadio, tra i tifosi, tra quelli che ogni maledetta domenica si sbracciano in curva o macinano chilometri per le trasferte è diversa. È la stessa aria che forse si respirerebbe a Siena se Mezzaroma avesse deciso di sponsorizzare una società dilettantistica, dopo la retrocessione della Robur.
«Noi ci siamo impegnati per il Grifone _ aggiunge Ceri _ per tutta l’estate non abbiamo fatto altro che questo ed eravamo anche disposti a dare il titolo al Grosseto. Ora queste accuse e queste offese rivolte a me e a mio nipote Simone sono davvero fuori luogo».
Quello che è certo però è che Camilli non ha iscritto il Grosseto alla Lega Pro. Non ha regalato il titolo alla città e quando se n’è andato ha lasciato più di un po' di amaro in bocca ai tifosi.
L’unica rassicurazione che viene da Roselle e da Grotte di Castro, quindi, è quella che riguarda il non interessamento di Camilli al nuovo progetto della società. A meno che all’ultimo, non cambi idea.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
