Il Tirreno

Grosseto

Alice è tornata a casa. La mamma: grazie

di Fiora Bonelli
Alice è tornata a casa. La mamma: grazie

La giovane infermiera scomparsa si è fatta viva coi genitori. La famiglia è riconoscente alla comunità di Arcidosso

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ARCIDOSSO. Alice Lorenzini è tornata a casa. È mamma Miria che ne dà ufficialmente notizia e che desidera ringraziare tutti: «Con immensa gioia Alice è tornata a casa e sta bene. La famiglia desidera ringraziare i carabinieri della Tenenza di Arcidosso della compagnia di Pitigliano, che si sono mossi immediatamente; che ci hanno dato un supporto morale e materiale e hanno fatto di tutto perché ci fosse un lieto fine. Vogliamo ringraziare chi ha partecipato alle ricerche, a partire dal tempestivo intervento di tutti i cittadini di Arcidosso, coordinati dal sindaco Jacopo Marini. Un grazie anche a tutti gli altri soccorritori: vigili del fuoco, polizia stradale, soccorso alpino, protezione civile, Vab, polizia municipale, Misericordia, tutte le associazioni, amici e conoscenti. Grazie».

Così scrive la mamma di Alice l’infermiera trentaduenne scomparsa da Arcidosso giovedì mattina e tornata sana e salva dalla sua bambina e dai familiari sabato 19 settembre. Prestissimo, poco prima delle 7, Alice ha telefonato ai genitori e il babbo è volato a prenderla. Era vicino a casa, in un bosco poco lontano da dove aveva lasciato la sua Kia Venga che era stata ritrovata venerdì pomeriggio dai carabinieri. Era rimasta nei luoghi a lei familiari. Per ritrovarla c’è stato un dispiegamento di forze mai visto: i carabinieri, la polizia, le guardie municipali, le Misericordie di Arcidosso, Santa Fiora e Castel del Piano, la Vab Amiata con l’unità cinofila, la prima ad essersi mossa per le ricerche, i sommozzatori di Livorno, il soccorso alpino speleologico toscano col gruppo cinofilo di cani molecolari, i vigili del fuoco, il corpo forestale dello Stato, dodici cavalieri richiesti dalla prefettura, tantissime associazioni di Arcidosso e dei paesi vicini, le contrade di Castel del Piano e tantissime persone collegate alle associazioni ma anche semplici cittadini di Arcidosso, Castel del Piano, Santa Fiora, Cinigiano: «Una grande manifestazione di solidarietà - dice il sindaco Marini – L’Amiata è una comunità solidale e questa volta ha dato il segno di una grande unità. Ringrazio tutti».

Le ricerche di Alice erano iniziate subito dopo la segnalazione della scomparsa, giovedì pomeriggio, da parte dei carabinieri; e poi venerdì pomeriggio, 12 squadre di volontari, coordinate da un caposquadra scelto fra i cacciatori e le guide ambientali ottimi conoscitori del territorio, avevano setacciato i luoghi indicati dal Coc (Centro operativo comunale), alla ricerca dell’automobile. Il segnale inviato dal cellulare indicava un triangolo fra Montelaterone, Serra e Montegiovi. Un pomeriggio concitato con la presenza anche dei cani molecolari del soccorso alpino e degli elicotteri dei carabinieri.

Alle 17 la Prefettura aveva attivato il piano provinciale per la ricerca delle persone scomparse, istruendo una riunione del tavolo operativo di coordinamento e pianificando una serie di interventi con uomini e mezzi delle forze di polizia, del comando provinciale dei vigili del fuoco e del soccorso alpino. Fino alle tre di notte del sabato, si sono continuate le ricerche, senza esito. Intanto si predisponeva il piano che sarebbe dovuto scattare alle sette di sabato, con la creazione di nove squadre di volontari composte ciascuna da otto persone pronte a partire per setacciare la zona. Non ce n’è stato bisogno, perché poco prima di quell’ora Alice ha deciso di tornare a casa, avvertendo per telefono i genitori.

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