Il Tirreno

Grosseto

Quattro uffici postali possono riaprire

di Alfredo Faetti e Fiora Bonelli
Quattro uffici postali possono riaprire

Il Tar ha accolto i ricorsi per Ravi, Borgo Carige, Montorgiali e Santa Caterina. Ancora in attesa Selva e Pereta

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GROSSETO. Sono servite un paio di settimane in più, ma alla fine il risultato è stato lo stesso. Il Tar della Toscana ha accolto la cautela anticipatoria rispetto al piano di razionalizzazione di Poste Italiane anche per gli altri Comuni toscani che si erano uniti nel ricorso proposto da Anci e Uncem: questo significa che gli uffici postali di Ravi (Gavorrano), Borgo Carige (Capalbio), Montorgiali (Scansano) e Santa Caterina (Roccalbegna) potranno tornare a riaprire secondo il regime in vigore fino alla fine di agosto già dalla prossima settimana.

Il provvedimento, di fatto, blocca tutti gli effetti del piano fino alla discussione nella sospensiva. Soddisfazione massima da parte dei sindaci, anche se la Maremma non è ancora del tutto fuori dal piano di razionalizzazione di Poste Italiane. Manca infatti ancora il pronunciamento per Selva (Santa Fiora) e Pereta (Magliano in Toscana). L’azione scelta dagli avvocati delle associazioni dei Comuni infatti è stata studiata a blocchi, in cui sono stati fatti rientrare gruppi di Comuni distinti, che verranno discussi udienza per udienza. Ma come in molti si aspettavano dopo il primo pronunciamento, arrivato il 6 settembre, la direzione intrapresa dal tribunale amministrativo della Toscana sembra ormai dalla parte degli enti.

«I ricorsi sono gli stessi, il tribunale è lo stesso: come può Poste immaginarsi un esito diverso?» si chiedeva dieci giorni fa Elisabetta Iacomelli, sindaco di Gavorrano, avvocato di professione, pronta a chiedere il risarcimento alla società dopo che aveva chiuso l’ufficio di Ravi nonostante la sospensiva concessa agli altri Comuni maremmani e toscani. Un dubbio fondato, a quanto pare, dato che ora altri quattro sedi postali dei nostri borghi potranno tornare a riaprire i battenti con lo stesso orario.

«Già dalla prossima settimana apriamo» dice ora trionfante Iacomelli, accusata sulla vicenda dall’opposizione consigliare. Lunedì mattina sarà presentata una diffida a Poste Italiane da parte del Comune minerario per interruzione di pubblico servizio, in modo già che martedì mattina, primo giorno utile previsto dal vecchio orario settimanale per Ravi, l’ufficio postale possa essere aperto.

Intanto, festeggiano per questa vittoria anche gli altri sindaci, che in più occasioni hanno manifestato la loro contrarierà al piano di razionalizzazione, anche in piazza durante le manifestazioni organizzate dai cittadini. Una soddisfazione che parte dal mare fino alle vette dell’Amiata: lungo la costa, dove c’è l’ufficio di Borgo Carige, il sindaco Luigi Bellumori, uno dei più accaniti nella lotta a Poste, ma anche in montagna, dove i primi cittadini di Roccalbegna e Scansano salutano con gioia la decisione del tar di accogliere la cautela anticipatoria richiesta nel ricorso. «Siamo davvero contenti, e speriamo che riapra immediatamente il nostro ufficio di Montorgiali non appena la sentenza del Tar sarà notificata a Poste» dice il sindaco di Scansano, Sabrina Cavezzi.

Stessa soddisfazione dal collega di Roccalbegna, Massimo Galli: «Adesso dovrà essere riaperto l’ufficio di Santa Caterina chiuso il 7 settembre e ridimensionati da sei a tre giorni quello di Roccalbegna e da tre a un giorno quello di Vallerona. È una vittoria dei sindaci che hanno combattuto tutti insieme».

Restano ancora in attesa dunque Santa Fiora (per Selva) e Magliano in Toscana (per Pereta), che intanto possono consolarsi con il buon vento per i Comuni che sembra soffiare da Firenze.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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