Sicurezza
«Mancava il cartello di divieto al transito»
Il direttore della Motorizzazione: in tal caso tutti possono passare nel tratto non impegnato dalla barriera
GROSSETO. «Sia detto chiaramente ancora una volta: Vanni, Bardelloni e Stella non fecero i furbi, non spostarono nessun cartello. Parliamo di tre persone esperte in materia di sicurezza sul lavoro. Il ponte non era chiuso dal lato sud: c’erano solamente una transenna normale sulla corsia destra e quattro birilli ai suoi piedi. Mancava un cartello di divieto al transito, che venne messo dal geometra Conti solamente 2 ore dopo l’incidente, all’1.17 del 13».
L’avvocato Serra usa toni decisi. E ricostruisce la scansione temporale di quel 12 novembre 2012: alle 3.47 Tozzini aveva dato disposizioni per la chiusura del ponte, dopo che intorno alle 2.50 il direttore del Consorzio bonifica aveva indicato il pericolo per il rilevato stradale. Nel pomeriggio passano ancora veicoli, ci sono video a testimoniarlo. Alle 17,30 la polizia stradale segnalava che il ponte «non è in condizioni di sicurezza», senza far riferimento alla chiusura, evidentemente non conosciuta notano i legali.
La segnaletica era insufficiente, aggiungono. E citano il parere dell’ingegner Lorenzo Loreto, direttore della Motorizzazione civile: «In assenza di segnaletica prevista dal Codice della strada, di tipo interdittivo alla circolazione (divieto di transito, strada interrotta ecc.) o esplicativo della presenza di un cantiere che occupi l’intera carreggiata, qualunque conducente o pedone è legittimato a transitare sul tratto di carreggiata non impegnato dalla presenza della barriera».
Quella barriera è assimilabile a una qualunque segnalazione di pericolo retrostante il segnale: chi passa non deve fermarsi e tornare indietro ma può aggirare la transenna, proprio perché manca il divieto di transito. E la striscia continua unica («e non doppia») che separa le corsie del ponte «vale solo e soltanto in condizioni di normalità della circolazione e della carreggiata».(p.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google