Lutto
«Evidente la colpa umana per la chiavica riposizionata lì»
GROSSETO. La soletta del ponte sull’Albegna era stata erosa dalla straordinaria forza delle tre correnti idrauliche che si erano prodotte all’altezza di Marsiliana, spiegano i legali delle persone...
GROSSETO. La soletta del ponte sull’Albegna era stata erosa dalla straordinaria forza delle tre correnti idrauliche che si erano prodotte all’altezza di Marsiliana, spiegano i legali delle persone offese. Ma la formazione del vortice sarebbe stata evitata se vi fosse stata «una corretta manutenzione dell’alveo e degli argini, nonché una congrua progettazione e realizzazione del rilevato stradale di collegamento al ponte sulla riva destra del fiume».
E inoltre «ad aumentare la resistenza al normale deflusso dell’acqua - aggiungono gli avvocati Serra e Pacenti - hanno, inoltre, contribuito due chiaviche in cemento poste a monte del ponte a distanza di pochi metri. Specie quella di destra, che già qualche anno prima era stata divelta da un evento sicuramente di minor gravità di quello verificatosi il 12 novembre 2012. I responsabili della realizzazione delle chiaviche, anziché spostarle in altro luogo, più distante dal ponte, hanno deciso di ripristinare nello stesso punto anche la chiavica divelta. Ebbene tale chiavica si è di nuovo staccata e durante la piena del novembre 2012 si è fermata a ridosso della seconda pila del ponte in parola, determinando una ulteriore e maggiore resistenza allo scorrimento dell’acqua dell’Albegna ed ha contribuito in tal modo alla creazione del vortice che ha generato il fenomeno erosivo. Di conseguenza, è evidente l’errore di valutazione nella progettazione, realizzazione e riposizionamento della chiavica nello stesso punto da cui si era in precedenza distaccata, errore che deve certamente ascriversi a colpa umana, non essendo ormai più sostenibile l’imprevedibilità di un distacco, già avvenuto non più di due anni prima a seguito, per giunta, di un evento di minore gravità».
Al gip viene anche chiesto di far approfondire in maniera soddisfacente la questione dei “rattoppi” sul ponte, in particolare quelli posti longitudinalmente al manto stradale: «L’ingegner Larcan non ha dato una risposta al quesito posto dal gip sugli interventi di ricostruzione dopo l’alluvione del 2010». «La questione così posta è forzatamente troppo limitata - osservano Pacenti e Serra - la ricerca di eventuali interventi avrebbe dovuto essere estesa sia agli anni precedenti, ma anche al quelli successivi all’evento calamitoso del 2010».
(p.s.)
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