Il Tirreno

Grosseto

Concessioni, è tutto prorogato al 2020

di Andrea Capitani
Concessioni, è tutto prorogato al 2020

Braccio di ferro tra Comune di Monte Argentario e Autorità portuale. La rabbia del sindaco Cerulli

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MONTE ARGENTARIO. Braccio di ferro tra il comune di Monte Argentario e l’Autorità Portuale. Concessioni demaniali e porto del Valle al centro del dibattito tra i due enti che si sono incontrati in questi giorni. Se a Porto Ercole il Tar ha rimandato la decisione al mese di dicembre lasciando per il momento tutto invariato, dall’altra parte del promontorio il discorso cambia. Ed è proprio la Port Authority a prendere la decisione di prorogare tutto al 2020, in base alle norme di legge.

«Si tratta di una legge dello Stato - sottolinea il presidente dell’Autorità Portuale Fabrizio Morelli - che l’Autorità Portuale regionale è tenuta ad applicare, in piena analogia con gli altri enti gestori del demanio marittimo». Tutto legato, dunque, anche al piano regolatore portuale? «L’attuazione di quest’ultimo non dipende dalla proroga delle concessioni - dice Morelli - A novembre 2014 il Comitato portuale ha approvato il piano delle attività per l’anno 2015, che prevede uno studio di fattibilità con cui individuare le modalità più adeguate per attuare il Prp in relazione all’impegno economico finanziario connesso alla realizzazione delle opere infrastrutturali portuali previste dal decreto ministeriale di Via. È già stato richiesto l’impegno delle risorse previste (200.000 euro) sulla scorta di un documento preliminare elaborato dall’Autorità a luglio». Quali sono i poteri in mano al Comune? «Fermo restando che il Comune di Monte Argentario svolge il proprio ruolo all’interno del comitato portuale - specifica - lo stesso mantiene integre le proprie competenze in materia edilizia; l’ente regionale rilascia concessioni utili ai soli fini demaniali marittimi, cioè rende disponibile il bene demaniale per l’uso richiesto, lasciando l’onere al concessionario di definire la sua posizione su altri aspetti di legittimità».

Una posizione che non soddisfa il sindaco Arturo Cerulli. «La Port Authority - dice - insiste a dare queste proroghe ai pontili fino al 2020. Il Comune ha votato contro, perché non ci sembra questo il modo di portare avanti il porto del Valle. Insisto nel dire che la Regione ha voluto creare questo ulteriore carrozzone, togliendo al Comune la patria potestà di questo importante porto per il territorio. Evidentemente lo reputano un core business, quindi vogliono gestirlo loro. A me può stare anche bene, basta che facciano qualcosa. In realtà, è quasi un anno che il porto è stato approvato ma non è stato annunciato nessun bando, non si sa nulla in proposito. La Port Authority aveva detto di voler fare uno strumento preliminare, uno studio di fattibilità, ma non c’è neanche questo. Il fatto che vogliano dare la proroga al 2020 dà l’impressione che non se ne voglia parlare per tanto tempo e che tutte le cose rimarranno così come sono». Discorso a parte per Porto Ercole. «Per quanto riguarda le concessioni demaniali qua - prosegue Cerulli - il Tar si è espresso nei nostri confronti dicendo che entrerà nel merito delle altre gare a dicembre, quindi abbiamo deciso di aspettare quel mese. Per noi è incomprensibile la volontà di andare fin da subito al 2020 a Porto Santo Stefano. Mi rendo conto che la realizzazione del porto prevede un iter complesso, ma è quasi un anno che siamo fermi. Adesso saremo costretti a fare un’altra proroga di sei mesi alle concessioni».

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