Il Tirreno

Grosseto

«C’è troppa burocrazia»

«C’è troppa burocrazia»

Bruno (Dritti alla meta) è scettico: tanti vincoli e pochi fatti

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Il presidente di “Dritti alla meta” Fernando Bruno è perplesso. «Ho partecipato di recente a un incontro con l’assessore Antonella Goretti e altre associazioni e ho avuto la sensazione di un percorso molto burocratico, poco pratico. Un regolamento di 26 articoli con vincoli per i volontari su zone e modi in cui operare, con istruttorie e incarichi distribuiti dall’alto, con responsabilità sulla durata e la qualità dei volontari, temo che non aiuterà, anzi... Sia chiaro – prosegue Bruno – io apprezzo molto che il Comune di Grosseto provi a regolamentare la buona volontà dei cittadini, perché ogni sforzo è benvenuto. Peraltro eravamo stati i primi a chiedere una regolamentazione e corsie preferenziali per la gestione condivisa e la rigenerazione di beni pubblici da parte di cittadini attivi. Negli ultimi due anni abbiamo bombardato l’amministrazione con proposte e progetti a costo zero ma in cambio è arrivato poco. A noi di Dritti alla Meta piace far “parlare” i fatti e dietro alle mie considerazioni non c’è alcun pregiudizio politico. Tra i nostri progetti – continua Bruno - c’era per esempio il Giardino Botanico dove, a seguito delle due delibere a nostro favore, avevamo invitato a collaborare esponenti della maggioranza e dell’opposizione, proprio per dare un segno, un esempio. Purtroppo tutto è naufragato in un mare di scartoffie e rimpalli. Non sto parlando di scavalcare le leggi a cui tutti dobbiamo sottostare, ma di reale volontà di fare. Il mio scetticismo, ma spero di sbagliarmi, deriva dal fatto che già altre volte sui giornali sono apparsi articoli in favore di una gestione partecipata del patrimonio pubblico, dal decreto Salva Italia di Renzi alla proposta di Rosini e Buzzetti, ma tutto è rimasto sulla carta, schiacciato da una pachidermica burocrazia. Ecco perché oggi sono dubbioso». (g.b.)

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