Il Tirreno

Grosseto

2015-2115: stanotte parte la capsula del tempo

di Francesca Ferri
2015-2115: stanotte parte la capsula del tempo

Circa 600 persone, dai bambini agli anziani, hanno lasciato un videomessaggio La scatola con registrazioni, foto e memorie di oggi sarà interrata al Cassero

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GROSSETO. A mezzanotte e mezzo le voci, i racconti, le memorie dei grossetani saranno chiusi in una scatola di plexiglass e sotterrati nel prato del Cassero senese. Come in una favola, il loro sonno durerà cento anni. Solo allora, nel 2115, la scatola sarà dissotterrata e aperta. E quelle voci, sopravvissute a un secolo di chissà quali eventi, racconteranno della Grosseto che fu.

Un gioco, un ponte tra la realtà di oggi e quella che ci sarà fra cento anni, un’azione performativa: l’iniziativa della capsula del tempo, promossa da Muramonamour – l’Ati che ha in gestione il Cassero senese – è a cura della compagnia Dynamis teatro. Dynamis nasce e lavora a Roma, dove conduce la sua ricerca quotidiana attraverso la sperimentazione di diverse forme espressive, muovendosi su tre assi: la formazione, la ricerca, la produzione.

Strumento prediletto di ricerca è il processo di smarrimento nell’urbano. L’uomo e il suo habitat sono al centro dell’interesse di Dynamis. Ed è qui che nasce il progetto/performance/ricerca della capsula del tempo. Che dopo essere stata sperimentata a Pergine Valsugana (Trento) a luglio, ora fa il bis a Grosseto.

«Come facciamo a congelare il tempo di oggi? Creiamo una capsula del tempo dove tutto il materiale è fornito dalla comunità, che viene investita della responsabilità», spiega il regista Andrea De Magistris.

La sua compagnia si occupa di teatro e indaga l’uomo e il suo ambiente. Un lavoro a metà tra la performance artistica e la ricerca antropologica.

Per una settimana i performer di Dynamis sono andati in giro a mappare la città e le abitudini dei suoi abitanti come veri esploratori urbani, raccogliendo dati, informazioni, dialoghi: materiale per lo più digitale, come foto, registrazioni, filmati, ma anche cartaceo (non si sa mai che la tecnologia non faccia cilecca) come testimonianze scritte.

In più nella galleria del Cedav, in via Mazzini, Dynamis ha allestito una postazione di registrazione video dove chiunque, in questi giorni, è potuto entrare e, in perfetta solitudine, ha potuto registrare il suo messaggio per il futuro. I filmati – assicura Dynamis – non sono stati visionati dalla compagnia ma direttamente “sigillati” in un hard disk e inseriti nella capsula.

«Oggi succede che quando vieni ripreso in un video, lo fai per farti vedere da qualcuno, vuoi una gratificazione – dice De Magistris – Per la capsula del tempo è diverso. Qui ti racconti a un pubblico del futuro. Non sai chi ti guarderà. Ti trovi di fronte alla possibilità che tutto quello che registri sarà trasmesso nel futuro e sei investito di una responsabilità. È un po’ lo stesso concetto del messaggio nella bottiglia».

I numeri che Dynamis fornisce sono impressionanti. «Cinquecento, forse seicento persone sono entrate a registrare il loro videomessaggio – spiega Filippo Lilli, performer di Dynamis – oltre un centinaio al giorno. E la partecipazione è stata davvero trasversale, dai bambini piccoli, che sono entrati da soli, agli anziani. Una signora di 87 anni, ad esempio, ha lasciato il suo messaggio. Abbiamo congelato un preciso spazio-tempo per consegnarlo al futuro».

Tutto il materiale – compresi una copia de Il Tirreno e il tortello maremmano consegnato martedì scorso nella serata del Tortello Pride organizzata al Cassero nell’ambito di Arena Tirreno con Muramonamour e Officucine 00 – stasera sarà messo nella capsula del tempo, un cubo di 50 centimetri per 50 in plexiglass, e sigillato.

La capsula sarà interrata a mezzanotte e mezzo in un rito collettivo accompagnato dalla performance “2115” degli artisti di Dynamis (Filippo Lilli, Marta Vitalini, Francesco Turbanti, Pietro Angelini) diretti da De Magistris (aiuto regia e drammaturgia, Giovanna Vicari; progetto visivo Donato Loforese; tecnico video Paride Donatelli), ultimo atto della Notte Visibile della cultura, realizzata nell’ambito de La Città visibile organizzata da Fondazione Grosseto Cultura e Centro Documentazione Arti visive.

Prima, però, il sindaco Emilio Bonifazi firmerà una presa in carico che impegna lui e le amministrazioni che verranno a non toccare il sito – segnalato da una targa – dove è interrata la capsula.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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