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Grosseto

Grobus, la birra del gemellaggio

Grobus, la birra del gemellaggio

Il produttore Gaenstaller ad Arcidosso per la cerimonia che unisce con Cottbus

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ARCIDOSSO. Grobus, una new entry nel mondo della birra, figlia di Grosseto e di Cottbus e battezzata in Amiata. Una bella storia legata al fatto che Cottbus, gemellata con la città di Grosseto, rinnova il patto con la provincia maremmana e si “gemella” con la professionalità amiatina dei fratelli Cerullo maestri birrai d’Amiata, col battesimo di una birra nuova, la Grobus, fusione dei nomi delle due città.

Così, oggi per Birra Amiata ma anche la provincia di Grosseto, è una data da segnare nel calendario, perché sarà ad Arcidosso Andreas Gaenstaller, birraio della Gaenstaller Brau di Bamberga una delle migliori birrerie artigianali della Franconia (Germania): «Sarà con noi e con un entusiasmo da bambino a brassare la nostra nuova birra, la Grobus (GROsseto - cottBUS) fatta principalmente per festeggiare il prossimo decennale della nascita del birrificio amiatino nel 2016 - spiega Gennaro Cerullo - Sebbene possa considerarsi una normale collaborazione tra due birrifici, la cosa rilevante è che difficilmente un birraio tedesco decida di creare un prodotto con un birrificio straniero. In Germania vige ancora, anche se in maniera blanda ormai, il "Reinheitsgebot" ("Editto della Purezza") che venne sottoscritto il 23 Aprile 1516 in Ingolstadt dagli allora comuni reggenti della Bavaria, i fratelli e duchi Guglielmo IV e Ludovico X, e specificava tassativamente che qualunque produzione di birra era vincolata dall'uso dei seguenti ingredienti e soltanto di quelli: orzo, luppolo ed acqua. Dal 1935 fu ammesso l' uso del lievito. Questo la dice lunga su come i birrai tedeschi siano abbastanza conservatori e poco inclini alle nuove tendenze di birre particolari», specifica Cerullo.

L’idea di contattare Gaenstaller venne ai Cerullo davanti al cartello che all’ingresso di Grosseto ricorda che è gemellata con Cottbus dove un tempo esisteva un tipo di birra che ormai non viene più prodotto: «Dovevamo assolutamente coniugare le due cose, dato che una delle mission di Amiata è quella di riscoprire antiche tradizioni birrarie italiane ed europee, quindi non ci pensammo due volte e iniziammo a cercare gli interlocutori giusti - racconta Gennaro Cerullo - Ecco quindi il contatto con Andreas Gaenstaller e sebbene la cosa possa considerarsi una normale collaborazione tra due birrifici, rilevante è che difficilmente un birraio tedesco decida di creare un prodotto con un birrificio straniero. Avere Andreas ad Arcidosso oltre ad essere un grande onore per la sua lunga e prodigiosa carriera di birraio dentro birrifici di fama mondiale può essere importante per il territorio perchè valorizza un’ eccellenza e permette all' Amiata di far parlare di lei in un contesto più ampio». (f.b.)

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