Sicurezza
Geotermia, serve una regolamentazione
Dopo l’audizione dei rappresentanti dell’Amiata la commissione ha promesso una visita sui luoghi interessati
CASTEL DEL PIANO. Ancora un passo avanti per scongiurare l’istallazione di centrali geotermiche a media entalpia nei territori di pregio vocati all’agricoltura in Amiata. Si è tenuta, infatti, l'audizione sull’argomento geotermia davanti alla quarta commissione del Consiglio regionale della Toscana.
Per l’Amiata, accanto ai sindaci delle aree geotermiche tradizionali della Val d’Era, erano presenti per l'Unione dei comuni dell'Amiata i sindaci o loro delegati di Arcidosso, di Seggiano, di S. Fiora, di Roccalbegna, di Casteldelpiano e di Cinigiano e una delegazione di imprenditori guidata dal direttore dell’ Azienda Masi Omero Gobbo e dall’imprenditore Daniele Galluzzi. Scopo della riunione era presentare in commissione le considerazioni rispetto al proliferare di richieste per la creazione di impianti a media entalpia che grazie alla liberalizzazione in questo settore energetico, potrebbero sorgere un po’ dappertutto, anche in zone in cui la presenza di un impianto cozzerebbe con l’ambiente e con le coltivazioni di pregio a cui dati luoghi sono vocati.
E’ il caso di Montenero d’Orcia e Seggiano, ad esempio. Per stoppare certe operazioni già in corso, poco prima delle elezioni, la Regione Toscana decretò una sospensiva di sei mesi. Ma gli effetti della sospensiva per le autorizzazioni alla ricerca sono cessati dal mese di agosto: «Ma ancora non sono stati messe a punto le programmazioni di interventi ulteriori - specifica Giovanni Barbagli capogruppo di minoranza di Cinigiano, che è intervenuto all’audizione - che dovranno tener conto della vocazione prevalente dei territori e della pianificazione dei comuni chiamati ad esprimersi sui permessi attraverso la conferenza di organizzazione. E’ stata presa la mozione Marras come base di partenza per una decisione del Consiglio regionale e la commissione ha accolto l'invito che le era stato rivolto, a recarsi nel territorio dell’Amiata. In questa fase la novità è che se le cose andranno per il verso giusto, saranno i Comuni interessati dagli impianti a dire l’ultima parola. Proprio quello che abbiamo sempre chiesto».
Dal canto suo, Alberto Coppi, capogruppo Pd di Castel del Piano, delegato del sindaco Claudio Franci, tiene a ribadire che questa operazione è stata voluta con forza dal Partito democratico: «Come Pd Amiata abbiamo portato avanti su tutti i fronti il tema della geotermia da un anno e mezzo a questa parte, e abbiamo insistito sulla necessità di creare una regolamentazione specifica in ambito regionale. L’accelerazione degli ultimi mesi si deve anche al fatto che il consiglio regionale era in fase di rinnovo.
I risultati che stiamo ottenendo - prosegue Coppi - anche grazie a una mozione presentata dal gruppo Pd di maggioranza in consiglio regionale, l’audizione odierna in commissione ambiente, la condivisione delle tematiche con tutti i sindaci “geotermici” dell’area tradizionale, sono il risultato di uno sforzo portato avanti dal Pd e dalle Istituzioni a forza Pd che merita di essere riconosciuta. L’obiettivo che ci eravamo posti era quello di porre l’attenzione sul fatto che lo sfruttamento geotermico, di per sé positivo nella sua capacità di essere alternativo agli idrocarburi, deve tener conto delle caratteristiche economiche e sociali già esistenti in un territorio, e pertanto è opportuno regolamentare questo sfruttamento rispetto alle condizioni al contorno».
Coppi aggiunge in conclusione che «lo sforzo politico prodotto in questi mesi, spesso fatto dietro le quinte, sta ottenendo i risultati di questi giorni, pur sapendo che questi devono essere considerati come primi tasselli per arrivare ai risultati finali che ci siamo posti».
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