Italia
Curarsi con la cannabis Ecco come fare
GROSSETO. Nel 2012, la Regione Toscana ha approvato una legge, la 18/2012, con la quale ha indicato le "Disposizioni organizzative relative all'utilizzo di talune tipologie di farmaci nell'ambito del...
GROSSETO. Nel 2012, la Regione Toscana ha approvato una legge, la 18/2012, con la quale ha indicato le "Disposizioni organizzative relative all'utilizzo di talune tipologie di farmaci nell'ambito del servizio sanitario regionale"; rimandando al parere della Commissione terapeutica regionale e alla successiva delibera di recepimento le condizioni per l'utilizzo appropriato dei farmaci cannabinoidi, per finalità terapeutiche.
Alla legge, infatti, fa seguito la delibera 1162/2013, con la quale la Giunta ha recepito il documento sull'impiego terapeutico dei cannabinoidi, prodotto dalla Commissione terapeutica regionale e approvato dal Consiglio sanitario regionale.
L'allegato A alla delibera individua le patologie per le quali possono essere prescritti farmaci a base di cannabinoidi e traccia le linee guida all'interno delle quali possono agire gli specialisti e i medici prescrittori.
In sintesi, questi farmaci vengono prescritti a carico del Sistema sanitario regionale (quindi gratis per il paziente), prevalentemente per la cura del dolore, solo in presenza di determinate patologie e dopo una valutazione del paziente effettuata dagli specialisti.
In altri casi previsti dalla normativa, possono essere anche prescritti a carico del paziente (su ricetta bianca non ripetibile), a discrezione del medico, per patologie per le quali non c'è l'indicazione terapeutica all'uso di cannabinoidi, ma esistono dati documentabili in letteratura scientifica sul loro effetto.
Ad oggi, queste sono le condizioni dettate dalla normativa regionale e nazionale, cui le strutture sanitarie pubbliche della Toscana e i medici del Sistema sanitario regionale devono attenersi.
Nella Asl 9, i farmaci a base di cannabinoidi sono prescritti - a carico del Sistema sanitario - al Centro di Leniterapia dell'ospedale Misericordia di Grosseto e nei Centri per la terapia del dolore presenti in ogni struttura ospedaliera aziendale, cui i pazienti possono rivolgersi per informazioni.
Tenendo conto che è il medico a proporre l'uso di questi farmaci e non viceversa, il paziente a chiederlo.
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