Il Tirreno

Grosseto

Costretta a pulire il giardino per pronunciare il fatidico sì

di Alfredo Faetti

La disavventura di una coppia nel giorno delle nozze: in piazza c’era la manifestazione delle balestre Il Comune cambia la sede del matrimonio ma non pulisce il parco. I massetani chiedono scusa

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MASSA MARITTIMA. Questa è una storia che risale a un paio di mesi fa. Al 18 luglio, per la precisione, il giorno in cui Elena e Sandro si sono detti sì per la vita.

Si sono conosciuti a Milano, anche se lei è nata a Massa Marittima. Quando hanno deciso di sposarsi, Elena ha proposto al compagno di celebrare le nozze proprio nella sua città natia, così da farla vedere anche agli amici. Lui acconsente ed entrambi prendono contatto con il Comune per un rito civile, ricevendo piena disponibilità e fissando la data del gran giorno. Solo che proprio il 18 luglio, in piazza Garibaldi davanti al municipio, era già in agenda il torneo nazionale del balestra: una manifestazione tanto grande da prendere per sé l’intera piazza.

«Dal Comune nessuno ci ha detto nulla» racconta Elena, che è venuta a sapere del torneo solo la sera prima e da lì è partita la sua storia, che l’ha portata a spostare la cerimonia in un’altra sede e a dover pure pulirsi la zona in cui poi andranno in scena le nozze.

Il caso salta fuori soltanto adesso perché Elena, per caso, nei giorni scorsi ha letto di un altro inconveniente profumato di fiori d’arancio visto a Massa Marittima: quello in cui gli invitati di un matrimonio, finita la funzione, hanno dovuto spazzare via il riso lanciato agli sposi per non incorrere ad una multa. La sua però è un’altra storia, ancor più contorta e assurda. Elena l’ha voluta raccontare anche su facebook, trovando il sostegno dei suoi ex concittadini. «A nome di Massa, scusaci Elena» scrive qualcuno. «Meglio non commentare» fa eco un altro. La novella sposa però non vuole fare polemiche. Quando la raggiungiamo al telefono è la sua premessa: «voglio solo raccontare quello che è successo, sperando che la prossima volta non capiti di nuovo – dice – tenevo molto a far conoscere Massa Marittima ai miei amici di Milano, ma purtroppo non ci ha fatto una bella figura». Anche su facebook fa una premessa simile, ringraziando vigili urbani e terzieri per la gentilezza dimostrata al momento del pasticcio. «Sono stati tutti gentili e disponibili, anche se poi non siamo riusciti a sposarci in piazza» scrive.

Allora partiamo dall’inizio, da febbraio, quando Elena e Sandro telefonano in Comune per chiedere la disponibilità su due date: il 18 e il 25 luglio. «Mi dicono che non ci sono problemi né manifestazioni – racconta - Quindi scegliamo il 18 luglio». Un sabato. Il problema, invece, viene fuori solo alcuni giorni prima, quando per caso la promessa sposa viene a sapere che il 18 ci saranno le prove del balestro nazionale e che quindi la piazza sarà chiusa. «In Comune massima disinformazione, l'ufficio che si occupa dei matrimoni a tre giorni dalla data ancora non sapeva del balestro – continua - Nessuno del Comune ha pensato che dovevo essere avvisata, il fatto di portare 50 persone da Milano a Massa, cosa che poteva essere di lustro per il paese e incentivare il turismo è stata vana». La soluzione che avanza il municipio, a due giorni dalle nozze, è di spostare tutto nei giardini del museo di Arti Sacre.

La coppia, a quel punto, ha accettato, ma quando è arrivata a vedere la location si è trovata davanti il secondo inconveniente. «La sera prima del matrimonio c’era di tutto: bottiglie di birra, cartacce e rifiuti vari tra cui un copri cerchione di una macchina, il verde non curato, l'erba non tagliata, il glicine della scalinata incolto e sporco ovunque». Il Comune infatti non aveva pulito nulla nonostante le richieste, così è toccato a Elena e a una zia di Sandro andare a raccogliere lo sporco la sera prima della cerimonia. Questa è la storia di Elena e Sandro, chiusa con il sì per la vita e l’abbraccio di tutti gli amici milanesi. E oggi, anche con le scuse dei massetani.

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