Il Tirreno

Grosseto

Candidatura di Passione Lamioni è un punto fermo

Alla riunione del centrodestra nessuno ha posto veti, ora pausa di riflessione Ciascun partito ha comunque deciso che si presenterà con una lista propria

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Nessuno ha detto di no. Nessuno ha detto di sì. Tutti hanno preso tempo. Va comunque componendosi il quadro del centrodestra, obiettivo Comunali 2016. Il nome, quello su cui c’è chi insiste e chi riflette, è quello di Gianni Lamioni.

La riunione cardine, il primo vero incontro tra le diverse anime alternative al Pd di governo è avvenuta mercoledì scorso, nel tardo pomeriggio, all’hotel Granduca. Lì si sono ritrovati tutti i rappresentanti delle componenti del centrodestra: i vertici della Lega Nord, divenuta a suon di voti l’interlocutore forte; i portavoce della lista Lolini, primo gruppo d’opposizione in consiglio; i fedelissimi di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Nuovo centrodestra, Buongoverno, Fronte nazionale e Mat; i nuovi arrivati del Raggruppamento politico autonomo e Italia unica.

Ma soprattutto, a quel tavolo, c’era il delegato di Passione Grosseto. Ed è stato proprio il rappresentante della civica che fa capo a Gianni Lamioni a indicare nel nome dell’ex presidente della Camera di commercio il punto fermo da cui il movimento pare non volersi scostare. Quella di Lamioni, curriculum e risultati elettorali alla mano, per Passione è una scelta vincolante. Al tavolo, nessun altro partito ha fatto nomi. Sì, nei corridoi c’è chi ha accennato al presidente Confagricoltura, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ma con i nuovi accordi che vedono Grosseto a braccetto con Livorno nel mondo camerale il nome di Vivarelli Colonna è spendibile in altri ambiti. Senza considerare la zavorra che sarebbe prodotta dagli attriti presenti nell’associazionismo agricolo.

L’unica certezza, dunque, per ora è Lamioni. E sul suo nome – il solo echeggiato nell’aula della riunione – non sono arrivati veti. Da parte di nessuno. Tutti i delegati hanno scelto di pensarci su. Di non decidere nell’immediato, perché qualche altro giorno per un’attenta riflessione c’è. D’altra parte, in casa Pd si naviga a vista: la figura di Paolo Borghi, a detta di alcuni, da anni ha preso quota. Ma per una bella fetta di partito (la maggioranza?) quell’idea non è affatto scontata e c’è chi richiama al ruolo prezioso che potrebbe ricoprire una donna o, perché no, messi alle strette, il segretario del partito. Terreno dello scontro saranno sicurezza, degrado, scelte urbanistiche, decoro delle frazioni balneari e un’economia a picco. Anche di questo si è parlato alla riunione al Granduca. E di questo si discuterà lungo i faticosi mesi di campagna elettorale. Una cosa, nel centrodestra unito, è sicura: ognuno farà la sua lista. E il coinvolgimento civico sarà forte. Chissà, magari anche nella candidatura regina. Ipotesi Lamioni permettendo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa