Il Tirreno

Grosseto

Parco Centrale: comincia il conto alla rovescia

di Paola Villani
Parco Centrale: comincia il conto alla rovescia

Il taglio del nastro è previsto per il mese di ottobre quando i lavori finiranno Voluto da Saragosa, il sindaco Benini sta ora pensando a riempirlo di contenuti

3 MINUTI DI LETTURA





FOLLONICA. Ad ottobre anche il Parco Centrale sarà pronto e aprirà alla cittadinanza. Mancano ormai poche settimane alla conclusione definitiva del grande progetto che ha trasformato la città del golfo: con il taglio del nastro dell'area mercatale di via Massetana e della Fonderia 1 dentro all'Ilva, entrambi previsti per ottobre, si chiude il grande cantiere nato da un'idea dell'ex sindaco Claudio Saragosa, che durante il suo governo decise di candidare Follonica ai Piuss (Progetti integrati di sviluppo urbano sostenibile) promossi dalla Regione Toscana con di fondi europei.

Dal momento in cui la giunta guidata da Saragosa decise di provare a vincere quel bando gli uffici municipali si misero al lavoro per proporre una serie di interventi che fossero di riqualificazione urbana e nel contempo economica della città. Due aree erano allora perfette per rientrare in quello strumento regionale: l'Ilva, con alcuni edifici oramai in completo degrado e la zona che fino a poco tempo prima ospitava l'ippodromo dei Pini, spostato in una nuova struttura alle porte di Follonica. Il progetto, denominato Parco Centrale, perché appunto l'idea di fondo era quella di creare una mega area verde nel cuore della città, trovò l'approvazione della Regione.

Follonica fu uno dei pochi Comuni a raggiungere l'obiettivo e ottenere ben 25 milioni di finanziamento. Da allora sono passati anni e soprattutto sono cambiati i vertici comunali per due volte: Saragosa, non riuscendo a vincere le primarie del suo partito, Pd, fu costretto a lasciare in mano al suo successore, Eleonora Baldi, il progetto a cui tanto teneva e su cui tanto tempo aveva speso. Più volte l'ex sindaco in passato ha dichiarato pubblicamente che la giunta che lo ha succeduto aveva deformato un po' quella che era l'idea cardine del suo piano. Saragosa nel 2013 (anno in cui sarebbero dovuti chiudere tutti i cantieri del Piuss) dichiarò che era necessario «correggere delle evidenti distorsioni rispetto all’idea iniziale di Parco Centrale, idea nata e condivisa in un lungo processo partecipativo con la città». Così non è stato e adesso alla fine del 2015 il maxi progetto sta per vedere la sua conclusione finale, lontana da quella che era l'idea di partenza di chi aveva ideato l'intervento. Che ancora ci siano delle profonde linee di ombra lo sa bene anche il primo cittadino, Andrea Benini, che ha ammesso pubblicamente che da adesso in poi deve necessariamente partire la fase due del Piuss, cioè il Comune deve trovare il modo di far diventare davvero quegli spazi il cuore pulsante della città del golfo. La lacuna più grande è sicuramente rappresentata dall'area mercatale e arena spettacoli: che così com'è adesso quella zona non sarà frequentata dai follonichesi, se non chiaramente durante le giornate di mercato e quelle in cui saranno organizzati degli eventi, pare ovvio a tutti.

Quel cantiere avrebbe dovuto chiudere il sei agosto, a rallentare la conclusione dei lavori sono stati il maltempo durante l'inverno passato, le modifiche in corso d'opera e i pagamenti all'impresa appaltatrice. «In questi giorni la Regione ha inviato 900.000 euro utili a saldare le aziende – spiega Benini - Questo dovrebbe determinare la ripresa dei lavori e la consegna, prevista per il sei ottobre».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa