Proteste
Fischietti e tamburi per studiare in pace
Scuola, continua la protesta al Giglio: poche garanzie sul personale e studenti costretti a emigrare
«Andremo avanti a oltranza fino a quando i nostri diritti non saranno riconosciuti».
Lo hanno gridato ieri mattina i genitori degli alunni dell'isola del Giglio e lo grideranno anche stamani. Sono arrabbiati e non demordono. Andranno avanti fino a che non sapranno con certezza che anche sulle isole e in particolare sulla loro il diritto alla scuola e all'istruzione sarà riconosciuto non solo sulla carta. Per questo i gigliesi ieri mattina alle 8 erano davanti alle scuole a manifestare. Grandi e piccini, i genitori accompagnati dai bambini della scuola materna, elementare e media. «Ci batteremo fino alla fine perché lo Stato approvi l'emendamento che prevede che sulle isole non si deve stare a guardare i numeri bensì il diritto allo studio – ha spiegato Barbara Galeotti rappresentante di istituto del plesso gigliese e madre di un bambino che frequenta la scuola media».
Numeri che certo penalizzano la piccola isola che però vuole vedersi riconosciuto il diritto allo studio dei propri ragazzi. «L'associazione nazionale delle isole minori - spiega la rappresentante - ha presentato una deroga, un emendamento che non è mai stato preso in considerazione». Un disagio che è perciò del Giglio ma di tutte le piccole isole che rischiano, per un diritto alla scuola non riconosciuto, lo spopolamento. Ed è proprio coinvolgendo le altre isole minori che i genitori del Giglio vogliono arrivare fino a Roma a manifestare tutto il loro dissenso. Una situazione non certo semplice da un punto di vista logistico quella di mettere insieme i primi cittadini di tutte le isole ma i genitori sono pronti a tutto. «Al Giglio - continua la donna – abbiamo anche il problema dell'obbligo scolastico non garantito perché a 14 anni i ragazzi devono abbandonare l'isola per poter proseguire gli studi».
Un disagio fatto di spese e di scelte anche importanti da un punto di vista economico.
Oggi perciò una nuova protesta che si ripeterà fino a che ai genitori non saranno garantite in maniera reale le ore di studio per i loro alunni. Una protesta che coinvolge non solo i genitori ma anche i bambini che non andranno a scuola. «Loro sono il futuro – dice la donna – non possiamo andare avanti tutti gli anni in questo modo. Dobbiamo sempre protestare per avere quello che ci spetta». Quindi anche oggi tamburi, pentole e fischietti saranno pronti a suonare al Giglio per dire basta ai disagi che ogni anno si ripetono sull'isola. Solidale con i genitori anche il primo cittadino, Sergio Ortelli: «I genitori sono arrabbiati perché hanno paura che si ripeta quello che è successo lo scorso anno». C'è però una differenza importante. Lo scorso anno il Giglio era ancora sotto i riflettori per la vicenda della Concordia. Quest'anno invece la Concordia non c'è più e la popolazione isolana teme che tutto passi in cavalleria. «Si sono spenti i riflettori e i genitori hanno paura di essere dimenticati. Il primo giorno di scuola - racconta Ortelli – la scuola è stata aperta dall'insegnante che sta al Giglio».(i.a.)
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