Il dolore
«Alla guida poteva esserci Bilella»
Le celle telefoniche e gli accertamenti dei carabinieri sulla Corsa inquadrata dalla telecamera a Scarlino
GAVORRANO. Poteva esserci Antonino Bilella alla guida della Opel Corsa di Francesca Benetti che procedeva verso Follonica intorno alle 12.45 del 4 novembre 2013? Poteva. La sua presenza è stata dichiarata "compatibile" in quel luogo, a Scarlino Scalo, dal vicebrigadiere dei carabinieri, Salvatore Scuderi, chiamato dalla Procura a ricostruire l'attività di "mappatura" degli spostamenti dell'imputato per l'omicidio della proprietaria di Villa Adua.
Scuderi ha raccontato di essersi dotato di un gps e di essersi messo in movimento in auto da Potassa verso Scarlino Scalo. E, dopo aver rilevato la posizione al rondò che si trova nei pressi della farmacia Petitto (dalle cui videocamere sono stati ricavati i fotogrammi con un'auto identica a quella della Benetti), cento metri più avanti, di aver notato che la cella telefonica impegnata era ancora quella di Potassa, Poggio al Signore. Una verifica effettuata sul campo dopo che il gestore, Wind, aveva spiegato di non poter garantire la copertura sulla base delle carte in proprio possesso. Una verifica effettuata con auto in movimento, ha risposto al difensore di Bilella, l'avvocato Bruno Leporatti, che gli ha chiesto conto delle modalità di rilevamento. «Ma se non c'è attività telefonica, non si sa dove è il telefono: giusto?» ha chiesto il legale. E Scuderi ha risposto affermativamente. Non ha saputo dire, perché non oggetto di indagine, se la cella si estende anche oltre il rondò di Scarlino Scalo. Una contestazione ha riguardato anche la sincronizzazione della telecamera, che risultava indietro di 5 anni e di 9 ore
I carabinieri hanno comunque passato ai raggi X tutto il traffico telefonico dei giorni e delle settimane precedenti alla scomparsa della ex insegnante di educazione fisica. E non solo dell'apparecchio o degli apparecchi di Bilella. Hanno riscontrato i contatti con i figli di Francesca, Eleonora e Giulio; hanno "seguito" l'agricoltore nel suo ritorno da Asti, a fine settembre; hanno accertato la presenza a Grosseto di Aldo Scotto, il fidanzato della Benetti, tra le 7 e le 14 del 4 novembre. E hanno infine ricostruito le telefonate di quello stesso 4 novembre: alle 11.45 Graziano Banini (l'escavatorista che stava eseguendo lavori nelle vicinanze della villa) aveva chiamato Bilella, questi aveva a sua volta chiamato Banini alle 12.49 per 44 secondi. «Un silenzio di un'ora», nota il pm Marco Nassi. La successiva attività è compresa tra le 16.46 e le 18.23, con tre tentativi di chiamata di Bilella a Francesca Benetti, tutti a vuoto. Alle 18.24 Eleonora aveva poi chiamato il custode.
I militari del nuclo investigativo avevano anche esaminato i telefonini e il personal computer con hard disk esterno della donna in quella che si chiama "perquisizione informatica". Nulla in un account di posta elettronica (l'altro difensore Francesca Carnicelli ha cercato di sapere a quando risalisse l'ultimo accesso ma ciò non è stato oggetto di indagine - il difensore ha interesse a sapere chi abbia cancellato cosa), poche mail di rilievo investigativo nell'altro. Nulla su Facebook (cancellate le chat). Nel pc la copia di una lettera di Bilella a Benetti già acquisita in forma cartacea. Il computer era stato usato il giorno prima della scomparsa e poi acceso il 6, intorno alle 15.30 per pochi minuti: verosimilmente dai figli che erano entrati in casa e non sapevano però la password.
Scuderi ha parlato poi dell'attività che ha teso ad escludere il fidanzato di Francesca, Aldo Scotto ("era a Grosseto già alle 7.30, fino alle 14.04", ha detto il sottufficiale ripercorrendo i tabulati), come anche l'ex Igino Corasaniti ("era a Milano, non si è mai mosso"). Dunque, tutto l'interesse si era concentrato su Bilella.
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