Il dolore
Sei vuole dal Comune 500.000 euro in più
Grosseto, braccio di ferro tra Palazzo civico e società per i costi della spazzatura. E la questione finisce davanti al giudice.
GROSSETO. Se ci sarà un giudice che darà ragione a Sei, il comune di Grosseto dovrà pagare alla società quasi 500.000 euro in più all’anno per farle spazzare, raccogliere e trasportare i rifiuti cittadini. Se invece darà ragione a Palazzo civico, Sei dovrà chetare i suoi appetiti in altro modo. Vedremo, perché siamo appena all’inizio. Sei e Comune comunicano tramite avvocati. Si scambiano carte bollate. Questione di soldi. Di contratti. Di una trattativa che non è andata a finire come la società sperava.
È tempo di “stipule” contrattuali tra la Servizi Ecologici Integrati Toscana – Sei, che è la società che gestisce il servizio di spazzamento, raccolta e trasporto di rifiuti nelle province di Grosseto, Siena e Arezzo – e i 103 comuni della Toscana Sud (che sono tutti insieme nel cosiddetto Ato Toscana Sud). Per assicurare questi servizi Sei vuole 104 milioni di euro. I Comuni rispondono: mi dispiace Sei, 104 milioni sono troppi, non te li diamo.
Comincia dunque il tiro alla fune tra Sei da un lato – che insiste per avere quei 104 milioni – e i Comuni della Toscana Sud che bollano la richiesta come eccessiva. I primi cittadini rilanciano: anziché 104 milioni, te ne diamo 96. La trattativa va avanti e alla fine i sindaci individuano in 98 milioni di euro una cifra che giudicano congrua per pagare “il disturbo” a Sei: o meglio, il giusto corrispettivo di quanto debba ammontare il contratto di servizio. Con il senno di poi, possiamo dire che la società non è rimasta soddisfatta dell’offerta. Sei è infatti ricorsa al Tribunale amministrativo regionale (Tar), «perché non solo ritiene che 98 milioni non siano abbastanza – spiega il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi – ma contesta anche che la cifra è stata individuata unilateralmente dai Comuni». Contesta insomma sia la forma che la sostanza.
Ci sono dunque sei milioni di euro di differenza tra quanto Sei voleva e quanto i Comuni hanno dichiarato di volerle dare. Da chi li vuole Sei questi soldi? Da tutti i municipi, proporzionalmente al peso di ciascun Comune dentro l’Ato, l’Ambito territoriale ottimale. Il peso dei comuni dipende dagli impianti che il territorio possiede. Insomma, Grosseto pesa per circa l’8% all’interno dell’Ato e dovrebbe sborsare «circa 480.000 euro» dice il sindaco Bonifazi.
E quindi? «E quindi abbiamo fatto ricorso – spiega il primo cittadino di Grosseto – Ci siamo costituiti in giudizio, cosa che hanno fatto molti altri Comuni: anche Siena e Arezzo, ad esempio, hanno fatto resistenza». Tutti contro Sei, insomma, ma la battaglia ogni sindaco deve combatterla da solo: facendo i propri passi con un proprio legale. Il comune di Grosseto ha dato mandato a Paolo Stolzi, avvocato del Foro di Firenze.
A che punto siamo. «Il nostro legale – dettaglia Bonifazi – sta predisponendo l’atto di resistenza, la nostra memoria difensiva davanti al Tar». Al momento ci sono ancora quaranta giorni di tempo. Vedremo.
Come finirà? «Se passa la linea di Sei – valuta Bonifazi – il comune di Grosseto dovrà dare a Sei circa 480.000 euro all’anno in più» (cifra che non era “preventivata”). Casse comunali a parte, il pensiero va alle tasche dei cittadini. L’interrogativo è lecito: se vincesse Sei, si avrebbe un effetto domino sulla tassa dei rifiuti – la famigerata Tari – che a Grosseto è un esborso già molto sostanzioso? Grosseto è la sesta città in Italia dove si paga la Tari più costosa. E i grossetani non vogliono altri primati del genere. Non rimane che attendere le mosse di Sei e soprattutto le decisioni del Tar.
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