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L’ex segretario comunale sotto processo

L’ex segretario comunale sotto processo

Autovelox e polizia municipale: Fimmanò a giudizio per indebite pressioni sui comandanti

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. L’ex segretario comunale di Castiglione della Pescaia, Domenico Fimmanò, 61 anni, è stato rinviato a giudizio con l’ipotesi di tentata concussione: per il servizio autovelox e per i controlli della polizia municipale. Il gup Sergio Compagnucci ha accolto la richiesta del pm Stefano Pizza e ha disposto la prima udienza del processo davanti al collegio per il 25 novembre. I fatti risalgono al 2010.

Secondo l’imputazione, Fimmanò avrebbe sostenuto la legittimità del rinnovo del contratto autovelox con la ditta Centro Servizi di Giunti Valentina e c. esercitando una forma di pressione sulla polizia municipale anche con minacce sulla comandante; non avrebbe dato corso alla delibera del novembre 2009 con cui si autorizzava il comandante ad acquistare le apparecchiature autovelox (non avrebbe acceso il mutuo spiegando che l’ordine sarebbe stato dato dall’assessore); sarebbe intervenuto sull’allora sindaco Faenzi e l’allora vice Mainetti per far revocare l’incarico di comandante da Gemma Bromo a Fabio Pieri (revoca poi avvenuta); avrebbe esercitato pressioni sul nuovo comandante, inesperto perché appena nominato, perché provvedesse al rinnovo del contratto a favore della Centro Servizi, sostenendo ingannevolmente la legittimità del rinnovo. Il rinnovo non era poi avvenuto perché i comandanti si erano rifiutati.

Il secondo episodio relativo al tentativo di concussione riguarda i controlli che la polizia municipale aveva in programma nell'estate 2010. L'ex segretario avrebbe voluto impedirli o comunque posticiparli al termine della stagione. Fimmanò avrebbe avuto un interesse anche perché il figlio lavorava in uno di questi stabilimenti. E i controlli che comunque la polizia municipale effettuò comunque (vi sarebbe stato un esposto anonimo alla base) avrebbero evidenziato irregolarità anche in quello dove il figlio lavorava. «Pagliacciate» li avrebbe definiti Fimmanò che sarebbe intervenuto personalmente e telefonicamente per intimare di soprassedere, avvertendo che sarebbe poi arrivato (ma in effetti non sarebbe mai arrivato) un fax del sindaco a tale proposito. (p.s.)

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