Il Tirreno

Grosseto

Ex Ilva, possono contribuire i cittadini

di Paola Villani
Ex Ilva, possono contribuire i cittadini

Per il recupero degli spazi il Comune apre anche ai privati: presto il bando per le aree che hanno bisogno di interventi

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FOLLONICA. Il futuro dell'Ilva? Parte dal basso. Chiuso il capitolo dei maxi finanziamenti il Comune deve pensare a come ridare nuova luce al resto degli edifici della vecchia città fabbrica: l'assessore alla cultura Barbara Catalani ipotizza un metodo innovativo, che ancora a Follonica non è mai stato applicato. Si tratta di un cofinanziamento che unisce pubblico e privato: in pratica l'idea è quella di sommare i soldi che arrivano da enti esterni, primo tra tutti la Regione Toscana, e dalle casse del Comune, al denaro raccolto tra i cittadini e i privati. Il termine esatto della formula citata dall'assessore follonichese è “crowfunding”: un modo di reperire fondi utilizzato ultimamente per iniziative di qualsiasi genere, dal sostegno in caso di tragedie umanitarie, come supporto all'arte e ai beni culturali, fino all'imprenditoria innovativa e alla ricerca scientifica. Il “crowdfunding” è spesso usato per promuovere l'innovazione e il cambiamento sociale, proprio come sarebbe nel caso della città fabbrica.

Da tempo l'esponente di giunta parla di formule bilaterali che comunque vadano a coinvolgere non solo il pubblico ma anche e soprattutto il privato: i fondi a disposizione sono sempre meno e quindi per poter pensare a ristrutturazioni di luoghi fondamentali per un contesto urbano serve trovare delle vie di uscita differenti dal passato. «La situazione dell'Ilva è qualcosa di molto complesso: forse non è ancora chiaro ma è come se stessimo per aprire un nuovo quartiere, una zona che fino a ora era stata presa in considerazione per singoli interventi e non in modo unitario – spiega Catalani – Ciò chiaramente implica che, a essere coinvolti sono molti aspetti: dall'urbanistica, alla pulizia, passando dalla messa in sicurezza e all'ordine pubblico. Il cambiamento è molto complesso, oltretutto si tratta per gli spazi pieni di edifici che sono legati ai beni culturali. Insieme al Cantiere cultura (gruppo di cittadini e associazioni che si è appena costituito come comitato), stiamo in questi giorni pensando di attivare dei bandi suggeriti da Anci (associazione nazionale dei Comuni italiani) dove per esempio potrebbe rientrare la vecchia centrale elettrica dell'Ilva, che pochi mesi fa è stata coinvolta in un incendio. L'approccio con cui ci accostiamo a questo intervento di ristrutturazione è completamente nuovo: si parla di rigenerazione di spazi urbani e dell'utilizzo di finanziamenti collettivi uniti certo a risorse pubbliche». Metodi innovativi per cercare di reperire risorse per riportare in vita edifici abbandonati da anni che fanno parte della storia cittadina. La sfida, come si intuisce dalle parole di Catalani, non sarà semplice: il lavoro da fare è ancora molto e l'idea è quella di andare avanti partendo appunto dal basso, dalla città e da ciò che la città vuole per quell'area.

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