Sicurezza
Con gli occhi spalancati tra i segreti della troniera
In duecento alla visita guidata nei luoghi da riaprire tra via Saffi e il Maiano Vi saranno ricavati un giardino di essenze medievali e spazi culturali - GUARDA LA FOTOGALLERY
Nel settembre del 2015 Il Tirreno di Grosseto ha organizzato l'evento "Arena Tirreno - Riabitare Grosseto", una serie di dibattiti e iniziative al Cassero di Grosseto per riflettere, con esperti, amministratori e cittadini, sugli spazi "dimenticati" della città e su come riappropriarsene. Nell'ambito di "Arena Tirreno - Riabitare Grosseto", grazie alla collaborazione del Comune di Grosseto, fu organizzata una visita guidata nei sotterranei delle Mura, riaperti per l'occasione al pubblico dopo decenni. Questo l'articolo, pubblicato il 16 settembre 2015, che racconta quella visita.
GROSSETO. Con gli occhi spalancati, alla ricerca di ambienti un tempo abituali. Oppure aperti su una realtà mai vista prima. Un viaggio nel tempo, con l'anima e con la fantasia, prima che con i piedi, dentro un gioiello che si è incredibilmente conservato in buone condizioni fino ai giorni nostri. Meraviglia.
Lì dove un tempo c'era una sala prove di musica, dove anche si andava a ballare, dove si era degustato del vino, dove si arrivava agli spogliatoi della squadra di calcio, dove la gente si rifugiava dai bombardamenti, ecco, lì adesso c'è uno spazio vuoto da riempire. Da tornare a riempire.
In duecento hanno preso parte, il 16 settembre 2015, alla visita guidata alla troniera di via Saffi: grossetani che hanno manifestato il desiderio di riappropriarsi di un ambiente tanto unico quanto sconosciuto, anche con le loro idee, anche con le loro proposte.
L'appuntamento è stato organizzato, grazie alla disponibilità del Comune di Grosseto, nell'ambito dell'iniziativa "Arena Tirreno - Riabitare Grosseto", una serie di dibattiti e iniziative organizzati dal quotidiano Il Tirreno al Cassero di Grosseto per riflettere, con esperti, amministratori e cittadini, sugli spazi "dimenticati" della città e su come riappropriarsene.
Uno di questi sono gli spazi sotterranei delle Mura Medicee, una rete di passaggi che collegano un bastione all'altro dal Garibaldi alla Rimembranza passando per il Molino a Vento, piazza del Sale, il Maiano, il Cassero Senese e quindi di nuovo al Garibaldi. Ogni tanto sboccano nelle troniere, quei giardini incastonati nelle "punte" dell'esagono cittadino.
La visita introdotta dall'architetto Michele Bottai, dell'Ufficio patrimonio del Comune, accompagnata dall'architetto Edoardo Milesi, dall'archeologo Alessandro Fichera e da Donatella Guerriero (progetto Camminare sulle Mura), pronta a raccontare anche con il cuore i segreti del più importante monumento della città, anche in questi luoghi finora invisibili. C'è l'assessora Stellini, ci sono i consiglieri Gori e Rosini, ma in veste di «semplici cittadini».
Bottai apre i cancelli della Cannoniera A ai piedi del bastione Maiano e dietro a lui sfila una folla curiosa. Ci saranno 280mila euro da spendere per la sistemazione di quella Cannoniera, della gemella e del camminamento coperto che le congiunge. «Per il momento soltanto 40mila - precisa l'architetto - Il bando è stato chiuso. Ad agosto abbiamo scelto la ditta Grechi, che si occuperà della prima fase dell'intervento, cioè la sistemazione di questa prima Cannoniera e della creazione di un giardino di essenze medievali. Al bando hanno partecipato cinque ditte, tutte in possesso dei requisiti per poter operare sui monumenti».
In un angolo un piccolo escavatore testimonia che i lavori sono ancora in corso. In quello opposto c'è la scala a chiocciola che sale verso l'ex serbatoio restaurato ma che deve essere ancora collegata. Nel lungo corridoio a volta, troveranno posto esposizioni temporanee, secondo i progetti del Comune: lì, e oltre, bisogna ancora portare luce e acqua, poi - nella Cannoniera B - potranno essere ricavati un punto di ristoro con magazzino (nei locali ex ascensore bocciato dalla Soprintendenza - le gettate di cemento ancora esistenti dovevano sorreggere la struttura) e uno spazio concerti. C'è da togliere il camminamento in travertino. C'è da tagliare l'erba. Idee. Modi di occupare un luogo rimasto inutilmente chiuso per troppi anni, quando non utilizzato come dormitorio. Qualcuno apprezza. Qualcuno solleva perplesso le sopracciglia. Se ne può parlare. Anzi, il dibattito è apertissimo.
Intanto è importante sapere che questo spazio c'è. E sapere che a pochi metri di distanza, poco sotto in quota, si apre un altro luogo incantevole: i camminamenti interni della troniera, parte di un sistema di collegamento che dal Cassero conduceva fino all'attuale piazza Esperanto. Bottai impugna una torcia elettrica e illumina le parti della galleria più buie. I visitatori alzano gli occhi sul soffitto in cui si apre il lucernario della Cannoniera B poco prima calpestato.
Poi si incamminano verso quei locali che fino a qualche tempo fa avevano ospitato la bottega di ceramista di Soldateschi: se qualcuno anni fa si era affacciato dalla porta, adesso ha il privilegio di vederli da una prospettiva inedita, quella opposta. «Qui ci ho ballato», dice una professoressa tornando verso la sala principale, ricordando i tempi in cui nella troniera si facevano le feste. Da lì un altro ambiente e un corridoio portano ai piedi dell'ex campo Amiata, antico tempio del calcio grossetano. Ci si affaccia alla grata e si vedono il terrapieno di piazza Nassyria, uno spicchio di cielo, i fori delle bocche da fuoco aperti tra i mattoni rossi.
«Io ricordo che qui c'era un pozzo - dice un'altra visitatrice - devono averlo chiuso». Gli spazi sono ristretti e si entra a gruppi. Si fa fatica a invitare a dare il cambio al gruppetto successivo. Tutti vogliono vedere e respirare un'atmosferta inedita. Tutti vogliono tornare: già, ma per farci cosa?
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