Il dolore
Si apre la piazza delle idee
Appuntamento martedì 15 settembre dalle 17. Al Cassero senese dialoghi e festa per immaginare insieme la città di domani
GROSSETO. Una città che si riappropria dei suoi spazi pubblici inutilizzati o male utilizzati, li rimette in funzione secondo le esigenze della propria comunità e in / con /attraverso questi spazi e queste esigenze costruisce per se stessa un modello organico e concreto di sviluppo sociale, urbanistico, economico.
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Una rivoluzione possibile? Questa è la domanda sulla quale Il Tirreno apre un’arena pubblica di discussione, invitando la città a partecipare a tre giornate di incontri, confronti e azioni, da oggi a giovedì al Cassero Senese di Grosseto. Non a caso nei giorni de La Città Visibile che quest’anno ha per tema Utopie, sogni e desideri per la Maremma di domani. Tre giorni di scambio che _ dal tortello maremmano alla tragedia dei migranti _ sollecitano da una parte la ri-conoscenza delle identità positive della comunità, dall’altro (e su queste fondata) l’apertura a orizzonti più ampi.
Le Mura Medicee e più in generale l’enorme e spesso magnifico patrimonio di palazzi e luoghi del centro storico (e non solo) di Grosseto: una pesante zavorra a carico della comunità, o per la comunità una grande occasione di crescita?
Il Tirreno ha chiesto a esperti e protagonisti della vita culturale, imprenditoriale e amministrativa della città di aprire il dibattito, in un faccia a faccia con la cittadinanza invitata a sua volta a partecipare attivamente. E ha chiesto all’architetto Edoardo Milesi, propugnatore della progettazione partecipativa, di mettere a disposizione la sua Scuola Permanente dell’Abitare per raccontare esperienze positive già attivate in altre parti d’Italia e del Mondo; e da qui, aiutarci a capire se “reinventare Grosseto” è a una semplice utopia o una rivoluzione possibile. Senza punti interrogativi.
Martedì 15 settembre dunque dunque la prima giornata, dedicata appunto a quello che Grosseto e la Maremma possiedono, ma spesso non riconoscono come ricchezza.
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Mercoledì 16 settembre ancora un passaggio in un tesoro inesplorato: grazie alla disponibilità del Comune alle 17 si spalancheranno i cancelli che, da via Saffi, conducono alle troniere del Bastione Maiano e soprattutto a un luogo _ camminamenti e saloni sotterranei – inaccessibile da decenni.Ad accompagnare i visitatori saranno Alessandro Fichera (archeologo), Donatella Guerriero (tra i promotori del progetto Camminare sulle Mura) e l’architetto Milesi, intervistati lungo il cammino da Pierluigi Sposato, vicecaposervizio del Tirreno .
Poi si torna negli spazi aperti del Cassero Senese per la seconda tappa del viaggio. Luoghi in cerca di abitanti, abitanti in cerca di luoghi. È possibile incrociare domanda e offerta? Alle 18,30 dunque ecco “Esperienze e proposte per la città del futuro”, incontro con energie che percorrono la comunità e, dall’altro lato, con progetti pubblici che puntano proprio sulla partecipazione della comunità per riconsegnare vita ai luoghi.
Simone Giusti, docente di italianistica, formatore, scrittore, e l’archeologo Alessandro Fichera parleranno di “impresa culturale” ciascuno dal suo punto di vista: le produzioni multimediali (e non solo) di Php per Giusti, la gestione e la valorizzazione dei patrimoni storici (e non solo) di CoopEra per Fichera.
A seguire Barbara Catalani (assessore alla cultura di Follonica) racconterà l’utopia ormai realizzata del Parco Centrale e la sfida del Cantiere Cultura per riempire di vita il Parco stesso. Giovanna Stellini (assessore alla cultura di Grosseto) svelerà ulteriori dettagli sull’ormai prossimo futuro dell’ex Convento delle Clarisse, dove a breve si sperimenterà una sorta di “Condominio culturale” tra soggetti, pubblici e privati; con la Stellini anche Gianni Bonini, ad di Geacom, società che sostiene uno dei progetti che troveranno casa alle Clarisse. Infine Paolo Borghi, vicesindaco di Grosseto, che farà il punto sul percorso per il “bilancio partecipato” avviato in primavera e destinato a concludersi a breve. L’incontro sarà condotto da Francesca Ferri, giornalista del Tirreno, e avrà il contributo di Francesco Giorgi, presidente della Commissione cultura del consiglio comunale di Grosseto. Professionalità private, istituzioni, cittadini: è forse anche ricostruendo questa rete di mutuo ascolto e collaborazione che si potrà reinventare Grosseto?
E a proposito di reti e professionalità già in campo per reinventare il futuro ecco, per chiudere nel segno della bellezza e dell’arte, due incontri straordinari. Dopo l’aperitivo con un bicchiere di ottimo vino offerto dalla Cantina del Cristo, spazio a L’energia visibile.
Dalle 21 Irene Silvestri racconta White Mouths. La giovane stilista grossetana ha ideato un’originale linea di abiti “componibili” e ha sviluppato un nuovo progetto che ha suscitato grande interesse all’ultima Settimana internazionale della Moda a Parigi. L’esperienza di Irene e di White Mouths è un prezioso modello di rete orizzontale, in quanto la stilista è riuscita a produrre i primi capi e a promuovere il suo brand con azioni multimediali grazie al decisivo contributo amichevole di musicisti, performer, filmaker e fotografi (Imparallasse) grossetani: un patrimonio sommerso di creatività e professionalità pronto all’uso (anche) per il futuro di Grosseto.
Alle 22 si presenta, per la prima volta in pubblico, il Collettivo Bianciardi: un piccolo ensemble di eccellenti professionisti grossetani della musica, capitanati da Riccardo Cavalieri e Simone Maggio, che si sono uniti per avviare un percorso di lunga gittata il cui primo passo è un concerto-tributo a Mario Monicelli.
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Giovedì 17 settembre, infine, terza giornata con uno sguardo al futuro: alle 18 un dibattito politico sul concetto di partecipazione applicato alla città di domani con alcuni dei partiti e movimenti che si candidano a governare Grosseto dal 2016.
Poi l’incontro con l’esperienza terribile e globale dei migranti, incarnata dagli attori – molti dei quali profughi sbarcati in Sicilia – della compagnia catanese Isola Quassud. E infine il dialogo con Edoardo Milesi, che partirà dalla ricostruzione di Haiti per arrivare alla possibile “reinvenzione” di Grosseto. Attuabile _ come in ogni altra parte del Pianeta, secondo Milesi _ a patto che i vari attori (architetti, amministratori, politici, cittadini) si rendano consapevoli dei diversi ruoli di ciascuno.
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