Il Tirreno

Grosseto

Scuola e organici a rischio: il Giglio protesta ancora

Ivana Agostini
Scuola e organici a rischio: il Giglio protesta ancora

Alunni e genitori tornano sul piede di guerra: proclamato per oggi lo sciopero Il sindaco Ortelli: «Lo Stato non garantisce agli isolani alcun diritto allo studio»

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ISOLA DEL GIGLIO. Acque agitatissime sull’isola del Giglio. Sono sul piede di guerra i genitori dei ragazzi gigliesi che questa mattina, dalle 8 circa, protesteranno sulle incertezze della scuola isolana. L’anno scolastico è appena iniziato ed è già in salita per gli studenti della piccola isola toscana. Non c’è ancora nessuna certezza sull’organico scolastico e questo comporta dei seri problemi per il corretto svolgimento delle lezioni.

«Dalla preoccupazione – dice il sindaco dell’isola Sergio Ortelli – siamo passati alla protesta».

Il sindaco è vicino ai genitori che ha incontrato pochi giorni fa e di cui condivide le preoccupazioni. «Una pluriclasse che corrisponde ad un plesso con un solo insegnante non può essere concepita, non può essere ritenuta normale. Ma si sa, al Giglio - spiega Ortelli – la scuola non è normale».

Il sindaco si è sempre battuto per la scuola, ritenendo la sua isola fortemente penalizzata rispetto ad altre realtà. «Lo Stato – continua lui – non garantisce ai gigliesi il diritto allo studio. Non ci garantisce il biennio e gli abitanti dell’isola devono trasferire la famiglia se vogliono far proseguire la scuola ai loro figli. Lo Stato con il Giglio è in deficit. Noi siamo creditori dello Stato». Ortelli si rivolge direttamente a Matteo Renzi che parla di buona scuola «ma questa – sottolinea il primo cittadino - non è certo buona scuola. Nelle isole non c’è la buona scuola».

Il sindaco è deciso più che mai a far valere i diritti allo studio dei ragazzi che abitano sull’isola per difendere una popolazione che deve godere di ciò di cui godono gli altri sulla terraferma. «Se devo iniziare una scuola che non è una scuola – dice Ortelli – tanto vale non iniziarla per niente». Genitori che, dunque, hanno la piena comprensione del sindaco per le ragioni della loro protesta. Un diritto allo studio che deve essere consentito anche per evitare lo spopolamento dell'isola. “ Inutile parlare di identità isolana, della salvaguardia delle tradizioni se poi lo Stato ci vuole distruggere”. Oretelli si rivolge perciò direttamente a Renzi. “Dacci una mano perché ce lo meritiamo e ogni anno è lo stesso stillicidio”. Una scuola che ha un solo insegnante con il rischio che se all'insegnante viene la febbre la scuola rimane chiusa non è una condizione che i genitori hanno intenzione di accettare e questa mattina lo grideranno con tutta la loro forza.

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