Il Tirreno

Grosseto

Muore a 37 anni stroncato da una malattia

di Ivana Agostini

Padre di una bimba piccola, Omar Bravaccini si era sposato esattamente un anno fa. I funerali sono oggi alle 16

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ALBINIA. «Un uomo buono e semplice con la passione per la moto». Chi lo ha conosciuto e amato ricorda così Omar Bravaccini, stroncato da una malattia a 37 anni.

Omar era di Prato ma da anni abitava in Maremma. Era un “ragazzo” - come lo definiscono gli amici - molto conosciuto anche per aver lavorato circa 10 anni nel supermercato Simply di Albinia. E proprio ad Albinia Omar ha vissuto con la madre (il padre era morto nel 2004) finché non ha conosciuto il suo grande amore, Sara. Un amore che poi è sbocciato nel suo frutto più bello, una bellissima bambina, di poco più di un anno. Una vita come tante che però ha riservato a Omar la peggiore delle sorprese, una malattia contro la quale lui ha lottato fino alla fine senza successo.

Era il maggio del 2014 quando al trentasettenne è stata diagnosticata la leucemia, poco prima che la sua piccola venisse al mondo. Poco dopo la scoperta della malattia Omar è stato sottoposto nell’ospedale di Siena a un trapianto avvenuto con le cellule staminali di un cordone ombelicale, non essendo stato trovato un midollo compatibile.

Purtroppo anche il cordone della sua piccola bambina è risultato compatibile solo al 50% e per questo è stato scelto un cordone con cellule staminali con una compatibilità più elevata. Una trapianto che rappresentava, per lui, la speranza di una vita futura insieme alla sua famiglia.

Una famiglia che si era costituita il 20 settembre del 2014. Ad unire in matrimonio Omar e la sua compagna è stata Valeria Bruni, grande amica di famiglia e consigliere nel Comune di Manciano. Un matrimonio celebrato dopo diversi rinvii proprio a causa delle condizioni di salute di Omar. «Ho pianto anche mentre li sposavo - ricorda una commossa e provata Valeria - e negli occhi di quella creatura e nel suo sorriso ricorderò sempre quel ragazzo che meritava di stare al fianco della donna che amava e della sua piccola».

Dal momento del trapianto la vita di Omar è stata un continuo rincorrersi di lievi miglioramenti alternati a peggioramenti mentre tutte le persone che gli stavano intorno e lo amavano speravamo nel miracolo. A giugno Bravaccini è stato sottoposto a un nuovo, delicato e difficile intervento per cercare di contrastare la leucemia, ma 15 giorni fa Omar è stato colpito da una polmonite che ha minato ancora di più un fisico messo a dura prova dalla malattia.

Ieri, nell'ospedale di Siena, il ragazzo si è arreso alla sua guerra. Una guerra che ha combattuto con tutte le sue forze cercando di averne la meglio senza purtroppo riuscirci.

Omar era un ragazzo «impagabile e dolce. Un uomo che era un padre e un marito modello», dice chi lo ha conosciuto bene e oggi non si dà pace per una vita spezzata troppo presto.

A ricordare Omar con grande affetto anche Marino Bagnoli, che lavora nel supermercato in cui l’uomo ha lavorato per molti anni. «Quando io sono arrivato nel 2003 lui già lavorava qui. Era un ragazzo bravissimo e non lo dico ora perché non c’è più - racconta sconvolto - Era davvero un ragazzo per bene, un lavoratore che non ha mai dato problemi di nessun genere». Anche i suoi colleghi lo ricordano con grande affetto e tenerezza. Un uomo che aveva tutta la vita da vivere, un padre che non vedrà la sua piccola crescere ma che, come ha detto Valeria Bruni, «veglierà sempre su di lei e su tutti coloro che ha amato».

I funerali di Omar si svolgeranno oggi alle 16 nella chiesa di Marsiliana nel comune di Manciano.

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