Il Tirreno

Grosseto

Manca il numero legale Salta il primo consiglio

di Francesca Gori
Manca il numero legale Salta il primo consiglio

Solo dieci su 23 si presentano all’appuntamento in Camera di commercio Il presidente Breda: «Nessun mistero e nessun problema, solo circostanze fortuite»

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GROSSETO. La prima non è stata buona. La prima della nuova Camera di commercio firmata Riccardo Breda che aveva convocato ieri mattina il consiglio camerale. Dei 23 consiglieri chiamati a rappresentare tutte le anime dell’imprenditoria grossetana si sono presentati soltanto in dieci. Gli altri, tutti assenti giustificati, sì. Ma comunque assenti: sia alcuni di quelli che non hanno votato il presidente Breda ma che avevano scelto Carla Palmieri, sia altri che invece hanno dato il loro appoggio al numero uno della Ccia.

È lo stesso Riccardo Breda però a fugare qualunque dubbio sulla compattezza del suo consiglio. «Ero stato avvertito che alcuni di loro non ci sarebbero stati e comunque il numero legale risultava garantito - dice - poi sono sopraggiunti ad altri consiglieri impegni improrogabili che ci hanno costretti a rimandare la seduta».

Tra chi aveva già detto che non avrebbe partecipato c’erano i tre consiglieri di Confartigianato, che di fatto hanno anche scelto di non presentare alcun nome per il loro ingresso in giunta. «Sono dispiaciuto per la scelta che è stata fatta dall’associazione - dice ancora Breda - una scelta che non condivido, ma non è questo il motivo dell’annullamento della seduta del consiglio di ieri». Tra gli assenti c’erano anche Claudio Renzetti, segretario della Cgil, Gabriele Fusini, presidente di Sistema e Francesco Viaggi che guida Coldiretti. Tre elettori di Breda. «Avevo comunicato al presidente che non ci sarei stato - dice Fusini - perché la seduta era stata rimandata e io sono fuori Grosseto». Così come aveva fatto anche Renzetti, che aveva un impegno precedente.

«Io e l’altro componente di Coldiretti - dice Viaggi - siamo di quelli che abbiamo comunicato la nostra assenza all’ultimo momento, è vero. Ma sono a Milano dove mi è stato fissato un appuntamento questa mattina (ieri, ndr) che non ho potuto assolutamente rimandare. Non c’è altra ragione se non questa». Così come Fernando Andreini, che rappresenta il settore del credito e delle assicurazioni.

«Questa volta è andata così - dice Breda - e non voglio nemmeno richiamare al senso di responsabilità perché non mi sembrerebbe opportuno in questa circostanza. Era il primo consiglio camerale che convocavo e quello che è successo è soltanto il frutto di alcune concomitanze che non potevamo prevedere». Di strappi, di tranelli o peggio veleni Breda non vuol nemmeno sentirne parlare. «Abbiamo pochi mesi a disposizione prima che avvenga la fusione con Livorno - dice - e sicuramente non voglio che i lavori vadano a rilento. Certo, non sono stato contento di vedere che ieri mattina non siamo riusciti nemmeno a raggiungere il numero legale. Ma sono incidenti di percorso, che possono capitare. Basta però collocarli nella giusta casella, senza per forza dover pensare che ci sia dietro qualcosa di diverso».

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