Il dolore
«Lascio una città rinnovata»
Mura, Cassero, Maiano, ex ospedale, stazione: il sindaco elenca e rivendica le cose fatte
GROSSETO. L'amministrazione non fa nulla per antonomasia, e se fa, fa male. Il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi, che oggi alle 18 sarà presente per un saluto all’apertura dell’Arena Tirreno, si avvia a chiudere il secondo mandato e ha voglia di togliersi qualche sassolino dalle scarpe, soprattutto nei confronti di quelle che definisce “fenomeni” «che sanno solo parlare di ciò che non va, che descrivono la città di 30-40 anni fa senza ricordarsela veramente, oltretutto senza considerare che era più piccola e meno abitata».
A chi accusa l'amministrazione di non aver fatto nulla in questi anni, Bonifazi risponde con un fitto elenco di cose fatte, di piccoli e grandi interventi di cui nessuno sembra voler tenere conto, come se fossero scontati. Bonifazi parte da una delle questioni più sentite, le Mura medicee. «Le Mura – dice il sindaco – oggi sono pulite regolarmente e il verde pubblico sulle Mura ci costa quasi 200mila euro l'anno. A parte alcune criticità di cui siamo consapevoli e che stiamo affrontando, a partire dall'illuminazione e dalla percorribilità». Nel dettaglio, poi, «il Cassero è stato recuperato completamente – dice ancora Bonifazi – ed è teatro di innumerevoli iniziative, abbiamo riaperto le splendide Casette cinquecentesche e abbiamo recuperato anche la troniera di sinistra e ripristinate le balaustre. Al Bastione Maiano è stata completata un'opera di riqualificazione dell'intera area e della terrazza con un investimento da oltre 300mila euro e stiamo per completare anche la parte sottostante».
Bonifazi ricorda il recupero del vecchio acquario comunale, di nuovo fruibile ai visitatori e importante centro di soccorso per le tartarughe marine; ricorda, poi, che è stato fatto riaprire l'Eden mettendo in sicurezza antidegrado tutto il bastione, è ripartita anche la gestione dell'area di ristorazione e quindi la cura della zona del cinghialino, e anche la Cavallerizza è stata recuperata ed è area di pubblico spettacolo «ma la si guarda – sottolinea il sindaco – solo quando c'è l'erba alta. Oppure si parla dei danni dei giorni scorsi all'antica vasca che per essere spostata necessiterebbe dell'autorizzazione della soprintendenza, così come si parla solo di un gruppo di imbecilli che vandalizzano le mura, ma mi domando: i vandali sono una creazione del Comune o piuttosto un fenomeno sociale che ci chiama in causa tutti, amministratori, genitori, insegnanti? Ma ci siamo mai chiesti perché negli stadi i tifosi vengono rinchiusi in recinti come allo zoo?».
In tema sicurezza, Bonifazi ricorda che nel centro storico entro il 2015 saranno posizionate altre 24 telecamere che si aggiungono alle 8 già operative nelle vie centrali, alle 2 del Bastione Maiano e alle 7 del Parco di via Ximenes, che rappresenta un altro esempio di riqualificazione.
Il parco, infatti – ricorda il sindaco – è stato completamente ristrutturato e rinnovato nel 2010 con lavori che sono costati complessivamente 840mila euro. Restando nel centro storico ci sono iniziative in corso, come la ripresa dei lavori di riqualificazione e la ristrutturazione di Palazzo Mensini (ex Chelliana), un progetto da 780.000 euro, più 340.000 euro per il consolidamento del tetto, per recuperare, intanto, 800 metri quadrati del piano terra per riportarvi al biblioteca e risparmiare oltre 100.000 euro l'anno di affitti. E poi le Clarisse dove «stiamo lavorando per dare un futuro a una splendida struttura riqualificata dopo che chi aveva preso degli impegni ha trovato la scusa per non rispettarli».
Non ultimo, la demolizione dell'ala pericolante del vecchio Ospedale, che rappresenta il primo stralcio di un progetto che prevede la realizzazione di un moderno edificio di interesse pubblico, ma anche il recupero completo di tutta l'antica struttura con una spesa complessiva di quasi quattro milioni di euro.
«Dire che vogliamo abbattere il vecchio ospedale – conclude Bonifazi – è quanto meno ingiusto». Fuori dal centro storico sullo sfondo i progetti di recupero, per gradi, dell'ex Garibaldi, che «è stato usato da tutti come un bicchiere di carta da usare e gettare, e che potrebbe ospitare, con una minima spesa, gli uffici comunali delle Politiche sociali e anche quelli del Coeso risparmiando i soldi degli affitti, anche se l'obiettivo finale è di realizzare in quella struttura interventi di housing sociale».
Ma fuori dal centro c'è anche il restyling del piazzale della stazione, per 3,5 milioni di euro, e il recupero dell'ex mattatoio comunale dove la partecipata Sistema, con 850.000 euro ha realizzato la propria sede.
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