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Grosseto

Da primo cittadino a prof dell’agrario

Da primo cittadino a prof dell’agrario

A scadenza del mandato Bonifazi torna in cattedra. E il candidato 2016 potrebbe non essere del Pd

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GROSSETO. «Con il 30 aprile prossimo rientrerò in servizio come insegnante, ho già preso contatto con il mio istituto».

Il sindaco Emilio Bonifazi risponde senza tentennamenti a chi gli chiede, a conclusione dell'ultimo dibattito della Festa dell'Unità, come vede il suo futuro dopo le elezioni del 2016. Due mandati da sindaco di Follonica, una breve parentesi da consigliere provinciale e da presidente del Coseca, e poi dieci anni da sindaco di Grosseto, e poi, dal 2016, il ritorno in cattedra, al suo posto di lavoro, insegnante di diritto ed economia all'istituto tecnico Agrario Leopoldo II di Lorena.

Allo stato, dunque, Emilio Bonifazi sembra intenzionato a tornare a essere un comune cittadino. «Ho concordato con il preside – spiega – la data del 30 aprile per dare modo a chi mi sostituisce di terminare l'anno scolastico e garantire ai ragazzi la continuità». A occuparsi del futuro di Grosseto toccherà ad altri, dunque. E il segretario comunale del Partito democratico, Saimo Biliotti, anche lui protagonista dello stesso dibattito dedicato proprio ai progetti per la città, ha spiegato chiaramente che sono già in corso i lavori per provare a garantire al centrosinistra il governo del Comune di Grosseto anche nel dopo Bonifazi.

Campagna di ascolto ampia, tra le categorie produttive, i soggetti economici, le associazioni, per costruire una visione della città da perseguire tra il 2016 e il 2021. E poi il confronto dentro al partito e con gli alleati, per arrivare alla scelta del candidato. E sui nomi che circolano Biliotti è stato caustico. «Grosseto – ha detto – è una città in cui tanti chiacchierano, ma il candidato potrebbe anche non essere necessariamente del Pd». Insomma, a sentire il segretario, i giochi sarebbero tutt'altro che fatti e non esisterebbero candidature naturali alla carica di sindaco. Il nome del candidato quando sarà fatto? «Entro novembre – ha detto Biliotti – se non ci sarà necessità di ricorrere alle primarie. Altrimenti entro gennaio». E sulle primarie il segretario del Pd ha voluto chiarire che non sono obbligatorie, che sono uno strumento che però non può essere utilizzato per dirimere eventuali dissidi interni al partito e che, comunque, il partito e i suoi dirigenti debbono sapersi assumere la responsabilità delle scelte. (e.p.)

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