Il Tirreno

Grosseto

Botte, vetrine in frantumi e un’auto svaligiata

Botte, vetrine in frantumi e un’auto svaligiata

Notte di follia a Barbanella: scene da far west di fronte al bar. La polizia denuncia tre uomini

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Prima le botte, sotto i portici, poi la vetrina di un bar spaccata. E infine un'auto aperta e vandalizzata nel cuore della notte. E a Barbanella si moltiplicano le polemiche.

La domenica di follia è cominciata alle 22 con una lite scoppiata in un bar sotto i portici di via Giusti. Tre uomini stavano discutendo animatamente: forse avevano bevuto un po' troppo e dalle parole sono passati ai fatti. Si sono picchiati e sono finiti anche contro la vetrina del bar spaccandola. Chi era in via Giusti ha chiamato carabinieri e polizia che hanno denunciato tre albanesi. Tra le persone che hanno assistito alla scena c'è stato anche qualcuno che si è sentito male ed è stato chiesto l'intervento del 118. Ma quello che è successo sotto i portici non è stato l'unico episodio che ha turbato il sonno di chi abita nel quartiere. Poche ore dopo, la vecchia Fiat Panda di Roberto Sacco che da poco si è trasferito a Barbanella è stata aperta. «I ladri hanno portato via solo una pistola giocattolo di mio figlio, un vecchio paio di occhiali da sole e un euro che tenevo lì per il carrello del supermercato - dice - e ora mi trovo anche con la portiera dell’auto da sistemare». Sacco si è trasferito da poco con la sua famiglia nel quartiere, ma quello che è successo la notte scorsa non sarebbe un episodio isolato. «Da quando sono venuto a vivere qui ho chiamato più volte le forze dell’ordine - spiega - ma ho avuto la sensazione di essere stato l’unico a protestare. È vero, in questo quartiere vivono anche molti anziani, ma non possiamo continuare a tacere». Di episodi, Sacco ne racconta diversi, avvenuti tutti negli ultimi mesi. A Barbanella, dove per un anno gli abitanti sono stati sotto scacco del piromane che incendiava le auto parcheggiate sotto i portici, ora il problema sembra essere diventato il degrado. «Sono stato minacciato da due uomini - dice - solo perché erano sotto casa nostra e stavano litigando, solo perché ho chiesto loro di smetterla. Mi hanno detto che mi avrebbero tagliato la gola». Quella volta Roberto sacco chiese l’intervento delle forze dell’ordine. «Poi ho dovuto chiamare la pattuglia anti degrado perché c’era un uomo che dormiva sulle panchine - dice - Aveva bevuto molto e infastidiva chi passava da lì».

Il terzo episodio, poi, è stato quello dei giochi per bambini spaccati nel giardino pubblico. «C’era sempre questo gruppo di ragazzini - dice - che facevano in quei giardini di tutto e di più. Ho cercato di far loro la paternale, ma con poco successo. E i bambini delle famiglie che vivono nel quartiere non hanno nemmeno uno spazio dove giocare. È arrivato il momento che qualcuno intervenga». (f.g.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa