Sicurezza
Bambino di 5 anni lasciato a casa, prosciolta la madre
FOLLONICA. Erano le 22 del 16 ottobre 2012 quando i carabinieri si imbatterono in un bambino di 5 anni che camminava per via Bicocchi. «Dove vai?», «Sto cercando la mia mamma». Lei era andata a cena...
FOLLONICA. Erano le 22 del 16 ottobre 2012 quando i carabinieri si imbatterono in un bambino di 5 anni che camminava per via Bicocchi. «Dove vai?», «Sto cercando la mia mamma». Lei era andata a cena con il suo compagno e il piccolo sapeva dove andare. Lo aveva detto ai carabinieri e insieme a loro il bambino aveva raggiunto il ristorante. Poi tutti in caserma: la mamma e il compagno erano stati denunciati per abbandono di minore.
Adesso sono stati assolti. Il giudice Marco Mezzaluna non ha accolto la richiesta della Procura, che per la donna aveva sollecitato 4 mesi, una pena minima in considerazione dello stato di incensuratezza della donna, e per l'uomo aveva chiesto l'assoluzione. Il dibattimento ha fatto luce su quanto avvenuto quella sera, quando la mamma, oggi 33 anni, era uscita con il compagno, oggi 42enne, e anche con la sorella maggiore nonché con un'altra coppia e la figlia più grande. Doveva essere un appuntamento di festa, ma non per tutti: «Mi hanno lasciato a casa perché ero in punizione», aveva detto il piccolo ai carabinieri che lo avevano incontrato e confortato. Lui però si era annoiato o comunque aveva deciso di non rimanere più a casa. Così come si trovava, in pigiama e ciabatte, era riuscito ad aprire la porta e si era avviato verso il ristorante, che lui conosceva. Una volta uscito aveva però incontrato, dopo poche centinaia di metri, una pattuglia dei carabinieri dell'allora Tenenza di Follonica: o meglio, erano stati i carabinieri ad accorgersi di lui, così piccolo, in quelle condizioni, a spasso a quell'ora per le strade della città, con il freddo che cominciava a farsi sentire. Era in via Bicocchi. Con il dovuto tatto, i militari avevano fatto parlare il bambino, il quale non aveva avuto alcuna remora a spiegare perché era rimasto a casa e gli altri erano invece usciti. Tutti sull'auto di servizio e poco dopo mamma e compagno erano stati rintracciati. La serata era finita male, con la denuncia insomma, anche perché lo stato delle cose quel giorno non poteva lasciare altre vie d'uscita. Il processo ha disegnato un altro tipo di responsabilità e il giudice ha deciso di mandare assolti sia la madre sia il compagno.(p.s.)
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