Il Tirreno

Grosseto

I legali preparano gli atti di opposizione

I legali preparano gli atti di opposizione

Le osservazioni: segnaletica carente e difetto di comunicazione della chiusura del ponte

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GROSSETO. I legali grossetani dei familiari delle vittime stanno completando gli atti di opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dal sostituto procuratore Alessandro Leopizzi.

Come nel novembre scorso, in occasione della prima richiesta di archiviazione, stanno evidenziando quelle che a loro giudizio sono le contraddizioni e le criticità delle conclusioni della Procura, come già avvenuto nell’altra circostanza, quando avevano riassuntole loro osservazioni in un documento di 23 pagine, corredate da video. Gli avvocati Paolo Serra (per Riccardo, il figlio di Bardelloni), Luciano Serra (per la signora Lore Grandi, vedova di Bardelloni) e Laura Pacenti (per la vedova e i figli di Stella) non sono d’accordo nemmeno stavolta. Ma attendono di depositare le loro opposizioni prima di pronunciarsi pubblicamente.

È comunque prevedibile che le loro critiche si appuntino sulla segnaletica che avrebbe dovuto sbarrare efficacemente il ponte sull’Albegna al traffico delle auto e quindi anche alla Punto dei tre dirigenti Enel: i legali ritengono che sia stata insufficiente e che non sia possibile considerare come deterrente o come divieto la transenna che copriva metà della carreggiata. Impossibile considerare come sufficiente il fatto che ci fosse una doppia striscia continua sul ponte, invalicabile in linea teorica.

Nessuno poi, è un altro rilievo degli avvocati dei familiari delle vittime, aveva poi dato comunicazione che il ponte era chiuso. Non lo sapeva nessuno, come dimostrano anche le comunicazioni ufficiali degli enti e delle forze dell’ordine che sono state raccolte nel corso della seconda indagine, secondo quanto ordinato dal gip Marco Bilisari. Non lo sapevano i carabinieri dei comandi interessati, non lo sapevano i Comuni del territorio interessato. Lo hanno saputo solamente a incidente avvenuto: 19 ore dopo che la Provincia aveva avvertito la ditta appaltatrice della necessità di chiudere il ponte di Marsiliana (dove comunque il transito era proseguito a più riprese). È stato su questa carenza di trasmissione delle notizie che del resto si erano accentrate buona parte delle osservazioni dei familiari di Bardelloni e Stella, come anche di Vanni, che in una conferenza stampa di un anno fa elencarono le proprie ragioni.(p.s.)

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