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Tutti insieme in Regione contro la geotermia

Tutti insieme in Regione contro la geotermia

CASTEL DEL PIANO. Geotermia amiatina: si decide definitivamente. La quarta commissione ambiente della Regione Toscana riceverà mercoledì istituzioni e rappresentanze degli imprenditori dell’Amiata...

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CASTEL DEL PIANO. Geotermia amiatina: si decide definitivamente. La quarta commissione ambiente della Regione Toscana riceverà mercoledì istituzioni e rappresentanze degli imprenditori dell’Amiata grossetana e dell’Orcia inferiore, del settore agroalimentare per ascoltarli ancora una volta sulla spinosa questione della geotermia.

La Regione, infatti, sta per decidere in merito alle zone in cui potranno essere impiantate centrali geotermiche e sull’Amiata e in val d’Orcia. Nelle zone vocate alla produzione pregiata di prodotti tipici, proprio non se ne vuole sentir parlare. Lo stesso capogruppo Pd del consiglio regionale toscano Leonardo Marras ha presentato in tal senso una mozione in consiglio.

A pochi giorni dall’incontro, il presidente dell’Unione comuni Amiata grossetana Jacopo Marini spiega: «La nostra posizione istituzionale non è cambiata. Andiamo a dire no alla media entalpia per preservare il nostro ambiente e le nostre produzioni. Con noi sono stati invitati davanti alla IV commissione i sindaci delle zone geotermiche tradizionali come Santa Fiora e Pomarance e una rappresentanza di imprenditori locali. La Regione a questo punto deve decidere le aree dove sarà possibile costruire centrali e siamo convinti che i nostri territori non ci saranno, come chiesto anche dalla mozione di Leonardo Marras».

Anche Claudio Franci sindaco di Castel del Piano, particolarmente interessato alla questione per l’ipotizzata centrale Montenero, commenta: «Posizione immutata la nostra. Nei nostri territori vocati ad agricoltura e prodotti tipici, le centrali a media entalpia non ce le vogliamo per una questione ambientale e paesaggistica». Gli stessi imprenditori di recente erano tornati all’attacco, sottoscrivendo una lettera per il presidente della quarta commissione ambiente del consiglio regionale della Toscana per essere ricevuti in delegazione: «Siamo imprenditori presenti da sempre nell’Amiata grossetana e nell’Orcia inferiore - scrivevano - con investimenti nel settore agroalimentare con prodotti di alta qualità negli ambiti dell’olio d’oliva, del vino doc Montecucco e Brunello, della castagna Igp Amiata e dei prodotti da forno. Siamo preoccupati delle conseguenze che potrebbero derivare dagli interventi di sfruttamento geotermico previsti nei comuni di Castel del Piano e Cinigiano, con i siti di Montenero d’Orcia e di Monticello Amiata, per i rischi di inquinamento ambientale causati anche da impianti a biogas e biomasse». Ma si discuterà, si pensa, anche degli impianti geotermici esistenti, quelli col metodo flash: «Per l’alta entalpia - spiega Marini - si attendono gli ultimissimi dati del monitoraggio di Arpat, anche se per la qualità dell’aria ci hanno fornito dati rassicuranti». E Il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci sulla questione osserva: «L’Amiata è arrivata alla saturazione per quel che riguarda la geotermia. E questo concetto viene accolto e ribadito nello stesso Paer regionale. In ogni caso ci preme molto conoscere i risultati dell’ultima indagine che l’Arpat sta portando avanti». (f.b.)

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