Il Tirreno

Grosseto

fuori dal centro

L’ex Mabro di nuovo all’asta

Un imprenditore cinese ha visitato la fabbrica, presto il bando

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I primi giorni di ottobre quel grande capannone alle porte della città, che da sempre ha dato il benvenuto a chi arrivasse a Grosseto da via Senese, sarà di nuovo messo all’asta. È il capannone della Mabro, la fabbrica delle vestaglie azzurre, chiusa ormai da quasi due anni e che ancora oggi non ha trovato un compratore.

Un imprenditore cinese due giorni è andato a vedere l’immobile. La sua visita è durata oltre un’ora e i suoi occhi si sono soffermati non soltanto sulla struttura ma anche sui macchinari che sono ancora là dentro. Potrebbe parlare cinese il futuro della Mabro?

È difficile ora rispondere a questa domanda. Ma è altrettanto vero che ai primi di ottobre il capannone di Royal Tuscany andrà di nuovo all’asta con un ribasso appetibile, che sfiorerà il 20%.

L’imprenditore cinese ha lasciato lo stabilimento con due diverse possibilità: quella di partecipare a entrambe le gare, quella per l’acquisto del capannone e quella per l’acquisizione della società oppure facendo un’offerta prima che la gara venga bandita.

Il capannone di via Genova, quell’enorme complesso da 33.930 metri quadrati potrebbe tornare quindi a vivere. Per quarant’anni sulla sua facciata c’è stata l’insegna della Mabro e il via vai di auto delle dipendenti, quasi tutte donne, che in quella fabbrica hanno creato abiti con un marchio conosciuto in tutto il mondo.

In quel grande capannone, le vestaglie azzurre hanno lottato, dormito e pianto.

Il 16 aprile il capannone era già andato all’asta, ma nessuno si era fatto avanti. Anche perché, acquistarlo significava essere pronti a frugarsi in tasca e pagare una cifra che partiva da sei milioni e 800mila euro con offerte minime in aumento di 100.000 euro.

Eppure quella fabbrica rappresenta parte della storia della città. Una storia fatta di abiti sartoriali, di lotte sindacali, di occupazioni e di manifestazioni che sono sempre uscite da quel perimetro per arrivare dritte al cuore della città e della politica.

Ora quel capannone è chiuso da quasi due anni e le vestaglie azzurre sono in cassa integrazione, appese alla speranza dell’arrivo di un imprenditore che possa rilevare la società.

Nel bando pubblicato dal commissario della Prodi bis Paolo Coscione, il capannone non c’era. Non è proprietà di Abbigliamento Grosseto, l’ultima società che ha gestito l’azienda ma di Royal Tuscany Fashion Group. E le due società non riuscirono, la scorsa primavera, a fare un bando congiunto, tanto che il commissario Coscione aveva già chiesto e ottenuto dall’amministrazione la possibilità, nel caso in cui qualcuno avesse rilevato la Mabro, l’individuazione di un’area dove costruire un altro stabilimento.

Ora, con l’interessamento dell’imprenditore cinese, qualcosa potrebbe cambiare. Tra un paio di settimane il bando sarà pronto e il futuro della grande fabbrica potrebbe ricominciare proprio dal capannone di via Genova.

Francesca Gori

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di Redazione web