Sicurezza
Ex Foro Boario: demolito, e poi?
Per la nuova sede Cciaa si attende l’esito della fusione con Livorno
GROSSETO. Il Foro Boario di Grosseto, con accanto la struttura del mattatoio comunale, avrebbero dovuto essere la gallina dalle uova d’oro del Comune e della Camera di commercio.
L’area si estende, complessivamente, per circa 58mila metri quadrati tra viale Europa e l’Aurelia. Il Piano regolatore Samonà consentiva di realizzare, lì, volumetrie per oltre 65mila metri cubi residenziali, oltre 53mila metri cubi per uffici e quasi 4mila metri cubi per uso commerciale, oltre ad aree di parcheggio, aree verdi, giardini e piazze pedonali. Un piano di interventi unitario, seppure l’area sia divisa in più lotti, su uno dei quali la Camera di commercio progettava di costruire la nuova sede. Ne avrebbe guadagnato la città, dal momento che sarebbe stata abbattuta quella attuale, costruita quasi a dispetto a ridosso dell’abside della più antica chiesa di Grosseto, la chiesetta romanica di San Pietro al Corso. Quindici anni fa l’allora amministrazione Antichi provò a percorrere la strada della società di trasformazione urbana (stu) da costituire tra Comune, Camera di commercio e un soggetto imprenditoriale privato da selezionare attraverso un bando pubblico. Si parlò di un investimento complessivo da circa 50 milioni di euro e fu una cordata di imprenditori guidata dal gruppo Pontello ad aggiudicarsi la gara, nel gennaio del 2003, ma già un anno dopo la nave si era arenata. A fine 2005 la decisione del Comune e della Camera di commercio di vendere, ma dalla decisione al bando trascorse più di un anno e poi, nel febbraio del 2007 arrivò una brusca frenata perché sembrava che sulle strutture dell’ex Foro Boario gravasse il vincolo del diritto d’autore dell’ingegnere e architetto Mario Luzzetti che nel 1956 le aveva progettate. Superato anche questo scoglio, il bando di vendita fu pubblicato, ma alla fine furono venduti solo i due lotti più piccoli – poco più di un ettaro a destinazione residenziale – che ospitavano gli impianti sportivi di via Monterosa e su cui oggi avanzano i lavori di costruzione di alcune palazzine. Il Comune incassò, all’epoca, poco più di 12 milioni di euro.
La storia successiva è fatta di altre due aste andate deserte. Oggi l’area dell’ex mattatoio comunale è di Sistema, che ha ristrutturato e ne ha fatto la propria sede, mentre la Camera di commercio aspetta di sapere come finirà la partita della fusione con Livorno prima di decidere cosa fare dell’ex Foro Boario che, nel frattempo, è stato demolito. Il progetto della sede non è stato abbandonato, ma certamente servono spazi ridotti rispetto a quanto previsto in precedenza, e in ogni caso dovranno essere venduti i terreni edificabili che l’ente camerale possiede per poter ricavare le risorse necessarie a costruire la nuova sede.
Enrico Pizzi
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