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Scuole fra due fuochi C’è la doppia petizione

Scuole fra due fuochi C’è la doppia petizione

SCANSANO. Scuole di Scansano fra due fuochi e due petizioni di genitori: quella sottoscritta da 400 firme di chi vuole che le scuole restino col comprensivo Grosseto 6, come accade da circa tre anni....

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SCANSANO. Scuole di Scansano fra due fuochi e due petizioni di genitori: quella sottoscritta da 400 firme di chi vuole che le scuole restino col comprensivo Grosseto 6, come accade da circa tre anni. E quella con altrettante 400 firme di chi vuole passare al comprensivo di Civitella Paganico.

Il sindaco Sabrina Cavezzini da tempo si sta muovendo per risolvere una vicenda spinosa e che ha, come risultato, per il presente anno scolastico, la chiusura della scuola d’infanzia di Baccinello, frazione fra le più periferiche di Scansano.

Infatti è proprio dalla questione Baccinello che ha preso le mosse tutta la querelle: la scuola d’infanzia è stata soppressa perché, secondo la dirigente del comprensivo Grosseto 6, il numero di bambini era inferiore a quello previsto per l’apertura. Ma non si è tenuto conto degli anticipatari come in tutte le scuole di periferia, hanno denunciato i genitori baccinellini.

«La questione è partita da Baccinello – spiega il sindaco Cavezzini che ha richiesto di spostare le sue scuole sotto la direzione di Civitella Paganico e staccarsi da Grosseto – ma mi sarei comportata in modo identico per qualsiasi altra frazione del territorio. Tutti devono avere identici diritti. Il passo è dipeso dal fatto che cerchiamo istituzioni più vicine alle nostre esigenze, plessi similari, continuità territoriale».

Ma è questa posizione del sindaco che non va giù ai 400 firmatari della petizione pro Grosseto 6 poiché la petizione contraria è stata sottoscritta anche dai genitori di Campagnatico: «Il sindaco è o non è di Scansano? Perché anche firme di Campagnatico?». Campagnatico c’entra, perché nella materna di Baccinello gravitano bambini di entrambi i comuni e precisamente di Baccinello, Madre chiesa, Preselle (Scansano) e Arcille, Granaione, Sant’Antonio (Campagnatico). Dal canto loro, i 400 genitori nella loro petizione fanno una lunga lista di opportunità che scatterebbero restando con Grosseto: possibilità di relazionarsi con dirigenza e uffici, continuità didattica, rappresentanza nel consiglio d’istituto e vicinanza a Grosseto. Si chiedono perché le necessità di pochi dovrebbero prevalere sui diritti acquisiti della maggioranza e parlano di «cattiva politica». Ricordano anche che i ricorsi di sindaco e genitori al Tar sono stati respinti.

«Nella sua ordinanza il Tar non entra nel merito – dice il sindaco – e dunque non è quello il problema. Il problema, purtroppo, è che con la chiusura di Bacinello su cui gravitano Campagnatico e Roccalbegna, perdiamo un punto strategico e rischiamo di vedere i genitori trasferirsi a Grosseto per evitare ai piccoli di tre anni un viaggio lunghissimo. Io non sono schierata con Baccinello. Si tratta di una scelta che tiene conto di uno sguardo comprensoriale e la scelta di andare con Paganico si basa sulla capacità di quell’istituto di comprendere le ragioni di una zona periferica, cosa che Grosseto non ha fatto. Non è giusto che territori periferici paghino la crisi di personale del sistema scuola. Scegliere Civitella ha significato scegliere un istituto più vicino alle nostre problematiche».

Adesso la scuola materna pubblica a Baccinello è chiusa ma i genitori non manderanno i figli a Grosseto. Hanno infatti messo in piedi una materna privata tramite l’interessamento della Pro loco. Vi insegneranno insegnanti in pensione. «Ma speriamo dal prossimo anno di poter avere la scuola materna pubblica e sotto il comprensivo di Civitella» dice una mamma. (f.b.)

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