Il Tirreno

Grosseto

«La presenza di cittadini non è ammessa»

di Alfredo Faetti
«La presenza di cittadini non è ammessa»

Inceneritore, la Regione risponde agli ambientalisti sul mancanto ascolto del consulente del Comune di Follonica

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GROSSETO. «La legge parla chiaro - dicono dalla Regione - durante la conferenza dei servizi non possono prendere parte ai lavori cittadini singoli o associati».

È una risposta pacata e tecnica quella che Firenze dà alle accuse del Comune di Follonica e dell’ingegner Vincenzo Annino, arrivate dopo che a quest’ultimo, chiamato come consulente esterno dal sindaco Andrea Benini, non è stato permesso di partecipare alla seduta che poi ha dato l’ok all’Aia per l’inceneritore di Scarlino. «Né la normativa nazionale in materia di conferenza di servizi né la normativa regionale prevedono la possibilità, per cittadini singoli o associati, di presenziare alle riunioni della conferenza di servizi». Tanto è scritto sui verbali dell’audizione, ricalcando un episodio già avvenuto quando chiesero di partecipare allo stesso procedimento la Lipu e Isde Italia.

«Si ricorda che nell’ambito di questo procedimento si sono resi disponibili numerosi istituti di partecipazione per cittadini singoli o associati _ continua la Regione _ pubblicazione di un avviso su un quotidiano e sul sito web dell’autorità competente, presentazione pubblica del progetto, possibilità di presentare osservazioni a seguito della pubblicazione dell’avviso sopra citato, inchiesta pubblica, partecipazione alla conferenza di servizi tramite la presentazione di osservazioni scritte».

Ma la Regione non è l’unico protagonista nel rilascio delle nuove autorizzazioni che ha qualcosa da replicare alle polemiche. C’è anche l’Arpat, che torna sulle parole di Roberto Barocci del Forum Ambientalista, che ha definito «inutili» i controlli annunciati dopo la riaccensione dei forni. Soprattutto perché, sostiene Barocci, questi controlli vengono annunciati alla società.

«Nell'ambito dei controlli delle installazioni soggette ad Aia _ dice Arpat _ l’agenzia effettua annualmente complesse ispezioni ambientali costituite da diversi sopralluoghi (in numero variabile a seconda della complessità e grandezza della installazione controllata)». Non solo: «Durante i controlli alle emissioni (in atmosfera e idriche) i tecnici verificano il regime degli impianti al momento del controllo mediante l'analisi in tempo reale dei dati di autocontrollo e dei dati di impianto che il gestore è tenuto a monitorare, registrare ed archiviare secondo procedure definite e sottoposte esse stesse a verifiche». Per l’agenzia quindi la serietà dei controlli non è in discussione. Anzi, «una conferma indiretta della bontà dei controlli sistematici, puntuali e rigorosi svolti da Arpat è rintracciabile proprio nei numerosi interventi presentati da esponenti del mondo ambientalista nell'ambito dell'inchiesta pubblica, molti dei quali si basavano prevalentemente, se non esclusivamente, su informazioni ottenute dai nostri controlli».

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