Il Tirreno

Grosseto

Parlano i big dell’eolico «Pale in Laguna? Si può»

di Ivana Agostini
Parlano i big dell’eolico «Pale in Laguna? Si può»

Piace ad Anev, associazione di aziende dell’energia dal vento, l’idea di Martens «Così si risolverebbe il problema del ricambio e della temperatura»

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ORBETELLO. Si fa avanti l’Anev, l’associazione nazionale energia del vento, dopo aver letto della proposta di installare pale eoliche nella laguna di Orbetello. «Siamo disposti ad approfondire il tema con le parti interessate mettendo a disposizione le nostre risorse per valutare a fondo i benefici, le potenzialità e gli impatti che una scelta di questo tipo possa portare ad una zona particolarmente sensibile ma di innegabile fascino come la laguna di Orbetello».

L'idea di Marco Martens, ingegnere, non è passata inosservata al presidente di Anev, Simone Togni. Nata nel 2002 Anev riunisce circa 70 aziende del settore eolico e oltre 5.000 soggetti, tra cui produttori e operatori di energia elettrica e di tecnologia, impiantisti, progettisti... Togni è rimasto molto colpito dall'idea di Martens ritenendola «un valido spunto per risolvere l’annosa questione della gestione della laguna con particolare riferimento al ricambio dell’acqua e alla gestione della temperatura della stessa, tutte attività – spiega Togni – che necessitano di significativi quantitativi di energia». Togni definisce la laguna «un'area fra le più belle d’Italia dal punto di vista paesaggistico». Proprio per questo, «l' approvvigionamento energetico deve essere effettuato con tecnologie ambientalmente neutre e con l'utilizzo di fonti rinnovabili di energia. La riduzione dell’impatto – sostiene – deve essere il criterio alla base delle possibili soluzioni».

Per questa serie di motivi Togni ritiene che l'idea dell'ingegnere orbetellano «abbia un suo fondamento concreto. La tecnologia eolica – dice Togni – ad oggi risulta tra le più mature tra tutte le rinnovabili. Detto questo - continua - deve essere considerato un aspetto basilare, il vento. La risorsa per essere sfruttata a pieno, oltre a dover esserci in quantità sufficiente deve essere particolarmente costante e qualitativamente utile alla produzione energetica e cioè con bassa turbolenza e distribuita nel corso della giornata. Mettiamo il caso che tutte queste condizioni sussistano nella zona dell’Argentario si potrebbe davvero – sostiene – prendere in considerazione l’installazione di poche macchine, 4 o 5 unità, da posizionare sulle rive opposte della laguna per minimizzarne l’impatto visivo e le interferenze reciproche».

Secondo l'Anev non sarebbero però utilizzabili i vecchi basamenti esistenti ma sarebbe opportuno optare «per fondazioni interrate . Macchine alte 30 metri potrebbero garantire produzione sufficiente ed essere economicamente convenienti. Tale soluzione potrebbe assicurare energia per permettere a un sistema di pompaggio accuratamente dimensionato il ricambio dell’acqua con una tecnologia rispettosa dell’ambiente per almeno 15/20 anni».

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