La protesta
La fossa si riempie e all’ombra degli olivi esce acqua di fogna
Gavorrano, da due anni Tommaso Berretti combatte contro liquami e puzza che invadono il suo podere
GAVORRANO. Sono due anni che va avanti questa storia. Gli operai vengono ad aggiustare la pompa, che nel giro di pochi giorni torna a fermarsi, facendo uscire tutto il liquame delle fogne in una fossa che sta nel bel mezzo di un terreno privato, a Bagno di Gavorrano.
Uno spicchio di terra che il proprietario usa per trascorrere la domenica in famiglia, oppure per rilassarsi all’ombra dei suoi olivi. O almeno, questo vorrebbe fare, perché quando la fossa si riempie di liquami, la puzza rende impossibile ogni tipo di svago.
Le decine di telefonate fatte all’Acquedotto del Fiora in questi mesi non hanno portato a nulla, così il privato ha chiamato in causa direttamente la forestale e l’Arpat, che hanno fatto dei prelievi da quelle acque torbe. «Davvero, non sono più come fare – dice Tommaso Berretti, il proprietario del terreno – È una storia che si trascina da due anni e nessuno è mai intervenuto per risolverla».
La fetida scoperta viene fatta un paio d’anni fa, quando i genitori di Berretti gli intestato alcuni ettari di terreno, così da poterci portare la sua famiglia la domenica e trascorrere una giornata all’aria aperta. Lui, all’inizio, si occupa poco di questo dono, limitandosi a piantare qualche olivo e a sistemare l’erba alta. Ma subito si accorge che qualcosa non va. «C’è una fossa, scavata dall’acqua piovana e dalle perdite nel corso degli anni, che sta proprio al confine del mio terreno, ma comunque ci rientra – spiega – Ecco, da subito mi sono accorto che questa fossa si riempiva di liquami». Non liquami qualsiasi, era chiaro di cosa si trattava: erano acque fognarie, quelle che passano sotto le abitazioni della frazione mineraria.
Berretti così si informa e – saputo che la competenza dell’impianto fognario è dell’Acquedotto – chiama il centralino, che sistematicamente risponde: «abbiamo inoltrato la sua segnalazione». «E in effetti – spiega il proprietario – gli operai venivano e sistemavano quella pompa. È quello infatti il problema: ogni volta che si ferma, l’acqua non viene più pompata ed esce sul mio terreno. Ma erano interventi tampone e ogni settimana eravamo di nuovo da capo».
La questione si è accentuata nell’ultimo periodo, quando Berretti ha deciso di sfruttare maggiormente il terreno. «Da un po’ di tempo chiamo almeno una volta alla settimana il Fiora, ma non viene risolto nulla» spiega. Così ha deciso di telefonare anche ad altri. Ha scritto in Comune, per esempio. E poi ha contattato il corpo forestale, che tempestivamente è arrivato per valutare la situazione e prendere dei campioni. «Loro lo hanno detto chiaramente: questa è acqua di fogna» continua il proprietario. A ruota, è stata interpellata l’Arpat, che a sua volta ha fatto dei prelievi. «La mia speranza – conclude il proprietario del terreno – è che qualcosa si smuova, perché mi piacerebbe poter portare la mia famiglia ogni tanto in quel terreno per una giornata all’aria aperta. Ora però è impossibile, con quella puzza».
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