Il dolore
«Controlli inutili: Annino spiega perché»
Barocci (Forum ambientalista) attacca: «Con il preavviso Asl e Arpat troveranno sempre valori ok»
GROSSETO. Non ci sono solo i dubbi sull’impianto, ma anche sui controlli. Dubbi di cui avrebbe voluto parlare in conferenza Vincenzo Annino, senza poterlo fare. Così oggi è Roberto Barocci, leader del Forum ambientalista, a spiegare come mai, secondo i tecnici del fronte del No, le prescrizioni e i controlli annunciati dopo il parere positivo all’Aia per l’inceneritore di Scarlino siano «perfettamente inutili».
«Annino ha segnalato alla Regione che i controlli fatti preavvisando la società sono inutili _ spiega Barocci _ in quanto manca anche un Protocollo che consenta di definire quali debbono essere le condizioni di normale funzionamento degli impianti, da verificare qualche ora prima dei prelievi da analizzare».
Ergo: «il gestore nelle ore o giorni precedenti al controllo può immettere più diluenti (acqua o aria), oppure ridurre al minimo la capacità lavorativa, introdurre combustibili più puliti, operando su più punti del processo in modo da abbassare sicuramente gli scarichi in uscita al di sotto dei limiti che si hanno nel normale funzionamento».
Da qui, la poca fiducia nei controlli annunciati. Anche perché, ricorda Barocci, «l’ultima denuncia di sforamenti di diossina è avvenuta per un controllo casuale non programmato: ci domandiamo se tutti gli organi pubblici di controllo dell’ambiente sanno o fanno finta di non sapere che i loro controlli sono perfettamente inutili».
Ma le reazioni polemiche contro l’ok tecnico alle nuove autorizzazioni arriva anche da altre voci, come quella di Italia Nostra. «La Regione _ scrive l’associazione _ immemore delle bocciature del Tar e del Consiglio di Stato rialza la testa e ripropone con inspiegabile perseveranza lo stesso irrispettoso atto di offesa ai cittadini e alle istituzioni del territorio. Perché, al di là delle parole apparentemente rassicuranti dell’assessore all’Ambiente, tutti sappiamo che è solo un bluff. Nulla è cambiato, e l’inceneritore continuerà a emettere diossina e altre sostanze nocive alla salute della popolazione della piana di Scarlino, e non solo». Anche gli ambientalisti nostrani sono furiosi, già impegnati a reclutare nuove leve per avviare subito un altro ricorso al Tar. Questa infatti è l’ipotesi già collaudata e probabile per la prossima mossa.
Polemiche anche dalla politica, dove sono soprattutto dal centrodestra a farsi sentire. A Follonica, con Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale, che ringraziano i consiglieri regionali di M5s, Sì Toscana e Lega Nord per aver fatto sentire la voce del No a Firenze; e anche a Scarlino, con Forza Italia, che attacca il sindaco Marcello Stella, dopo non aver trovato nei verbali della conferenza la sua dichiarazione di contrarietà. «Era chiamato a tutelare la salute dei cittadini _ dice Fi _ ma nessuna posizione è stata presa in questo senso».
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