Sicurezza
Cinigiano mette al lavoro gli immigrati ospiti dei centri
CINIGIANO. Immigrati al lavoro. Nel comune di Cinigiano gli immigrati accolti nelle case di ospitalità messe a disposizione dal Comune e gestite da Arci e cooperativa Solidarietà e crescita, fra una...
CINIGIANO. Immigrati al lavoro. Nel comune di Cinigiano gli immigrati accolti nelle case di ospitalità messe a disposizione dal Comune e gestite da Arci e cooperativa Solidarietà e crescita, fra una decina di giorni saranno impiegati in lavori socialmente utili. Il sindaco Romina Sani che da tempo ha informato il consiglio comunale di questo progetto, è soddisfatta.
«Ormai è tempo che nell’ottica della solidarietà ma anche della reciprocità, gli immigrati contribuiscano e si mettano a disposizione. Ho coinvolto in questa operazione anche la minoranza consiliare che si è detta disponibilissima e anzi ha presentato ben due progetti per impiegarli al meglio».
Il Comune di Cinigiano è quello fra i più disponibili all’accoglienza. Tre i punti per gli immigrati: a Cinigiano capoluogo è ospitata una ventina di immigrati, maschi e femmine, gestiti dall’Arci; a Monticello Amiata, nella casa Sollievo gestita da Solidarietà e crescita, vivono dodici persone; a Poggi del Sasso, nella casa Le Pille, per sole donne, gestita dalla medesima cooperativa, si è data accoglienza a due donne e a un bambino.
E dunque, per quelli che potranno e vorranno farlo, è pronto un lavoretto. «Si parte fra 10 giorni, il tempo di fare le assicurazioni e tutta la pratica burocratica», spiega Sani.
«Il progetto si chiama Aiuta chi ti aiuta – spiega il capogruppo di minoranza Giovanni Barbagli, presente all’incontro tra il Comune, Arci Grosseto e cooperativa Solidarietà e crescita – Per Monticello i primi lavori sono pulizia del centro storico, del parco e mantenimento degli spazi verdi del cimitero». I lavori verranno svolti in attesa del permesso di soggiorno.
Barbagli ha presentato anche progetti più complessi legati ad attività agricole e mestieri come barbiere, calzolaio, meccanico. «Questa tipologia di lavori però – spiega Barbagli – ha bisogno di essere sottoposta alla Regione per i contributi e per la formazione». (f.b.)
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