Seicentomila euro pronti per sistemare il Poggio
GROSSETO. Il Comune di Grosseto pensa a una riqualificazione completa del Poggio, a Roselle, la struttura pubblica che è stata da anni destinata all’emergenza abitativa e che oggi vede i suoi 93...
GROSSETO. Il Comune di Grosseto pensa a una riqualificazione completa del Poggio, a Roselle, la struttura pubblica che è stata da anni destinata all’emergenza abitativa e che oggi vede i suoi 93 appartamenti tutti occupati e non sempre in modo appropriato. Non a caso l’amministrazione comunale sta portando avanti un programma di “sfratti” di soggetti che hanno perso i requisiti per stare al Poggio e a breve dovrebbero liberarsi 5 appartamentini, fino a oggi occupati da altrettante famiglie che «abitano lì da una vita, magari pretenderebbero di avere una casa popolare _ spiega l’assessore Antonella Goretti _ ma non hanno più i requisiti per stare in emergenza e soprattutto hanno risorse sufficienti per rivolgersi al mercato degli affitti e, dal momento che avrebbero hanno la possibilità di organizzare la propria vita senza aiuti pubblici, non possono continuare ad approfittarsi del Comune togliendo spazio a chi ha davvero bisogno».
L’accesso al Poggio è regolato da una lista, che oggi vede una presenza di italiani e di stranieri in pari numero, anche perché «gli stranieri _ spiega l’assessore _ non hanno la stessa rete di relazioni alla quale gli italiani spesso possono appoggiarsi». Detto questo, il progetto del Comune, per il Poggio prevede una completa riqualificazione attraverso un investimento da 600.000 euro, cofinanziato al 50 per cento dalla Regione Toscana: il numero degli appartamenti dovrebbe essere ridotto da 93 a 83 in modo da renderli un po’ più adatti alle esigenze abitative di famiglie i difficoltà.
«Alcuni appartamenti del Poggio _ spiega la Goretti _ si stenta a definirli veri e propri appartamenti, somigliano più a stanze di albergo. E in ogni caso sono spazi che debbono essere gestiti come rifugio per le situazioni di estrema difficoltà, servono per persone che sono davvero in mezzo alla strada e la permanenza nella struttura dovrebbe essere limitata nel tempo, un anno, prorogabile di un altro anno, ma non di più. Il Poggio – prosegue l’assessore _ dovrà liberarsi con più velocità, anche perché chi entra è seguito dai servizi sociali con un progetto di uscita dall’emergenza. Inoltre abbiamo intenzione di trasformarlo in un condominio sociale, dove chi viene ospitato deve garantire anche un aiuto per la manutenzione della struttura».
L’uscita dall’emergenza, e dunque dal Poggio, è l’obiettivo. Ma l’assessore sa che non sempre può essere raggiunto. Per questo nella ristrutturazione è previsto «un piano “assistito”: una trentina di appartamenti destinati a coloro per i quali non è possibile pensare a un percorso di uscita».
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