Il dolore
Secondo semaforo verde per riaprire l’inceneritore
Dopo il via libera della Conferenza dei servizi, c’è anche l’ok al fascicolo tecnico Si va verso la riaccensione dei forni con il no dei Comuni di Scarlino e Follonica
SCARLINO. I documenti tecnici sono completi: adesso manca l’ok della politica e l’inceneritore di Scarlino tornerà ad aprire i battenti. La procedura per il rilascio dell’Aia all’impianto ha seguito il copione del giorno prima, quando la conferenza dei servizi ha discusso la Via (valutazione di impatto ambientale): ore ed ore di confronto serrato e alla fine parere favorevole, accompagnato da una lista di prescrizioni e raccomandazioni. La palla ora va alla giunta regionale di Enrico Rossi, che con una delibera ad hoc dovrà decidere se rilasciare o meno le nuove autorizzazioni a Scarlino Energia. Un passaggio che potrebbe consumarsi nel giro di pochi giorni, dopodiché i forni potranno tornare a bruciare.
Intanto i due Comuni di Follonica e Scarlino ieri sono tornati a ribadire la loro contrarietà, facendo mettere agli atti anche una dichiarazione in cui rimarcavano le «fragilità impiantistiche» dell’inceneritore. Non solo: hanno messo a verbale anche l’insoddisfazione perché non è stato permesso ad Vincenzo Annino, ingegnere chiamato come consulente dai Comuni, di partecipare alla conferenza. Difficile, ai limiti dell’incredibile in caso contrario, che la giunta decida di non dar seguito a quanto stabilito dai sui tecnici. Soprattutto alla luce delle dichiarazioni rilasciate sia dallo stesso Rossi sia dell’assessore all’Ambiente Federica Fratoni, entrambi pronti a garantire più controlli per la Piana del Casone. La seduta di giunta è in agenda per la prossima settimana: occorrerà vedere se sarà quella l’occasione per l’ok definitivo oppure la prossima. Intanto comunque si sono gettate le basi tecniche per la terza ripartenza in pochi anni, dato che gli organi competenti come Regione, Asl e Arpat hanno dato il loro benestare sia per la Via che per l’Aia (autorizzazione integrata ambientale), le stesse che il Consiglio di Stato ha annullato a gennaio. Quando i forni verranno riaccesi dipenderà sia dalla celerità della Regione che dalla prontezza della società a rimettere in sesto l’impianto, anche se in questi nove mesi di stop c’è sempre stata attività di manutenzione. Più o meno, l’impressione è che tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre tutto torni come prima, con l’inceneritore acceso e i suoi sessanta dipendenti al lavoro, dopo un lungo e difficile periodo di cassa integrazione.
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