Il dolore
Ottomila spettatori in piazza Parlano i protagonisti
CASTEL DEL PIANO. «Quando si corre in tre in piazza è brutto; figuriamoci quando si corre in due». Dopo il Palio di Castel del Piano che ha visto l’assenza del Monumento per un infortunio di Montiego,...
CASTEL DEL PIANO. «Quando si corre in tre in piazza è brutto; figuriamoci quando si corre in due». Dopo il Palio di Castel del Piano che ha visto l’assenza del Monumento per un infortunio di Montiego, il cavallo superfavorito, e la caduta, in corsa, del cavallo di Borgo, Quativoglio, costatagli la vita, l’opinione comune di capitani, maggiorenti e contradaioli il giorno dopo ha un gusto amaro, sebbene la festa sia stata affollatissima con circa 8.000 persone.
Eppure già il Monumento fuori dalla corsa, con le sue bandiere abbassate e i tamburi in silenzio, ha provocato un brivido nel pubblico che ha applaudito a lungo i figuranti mentre passavano davanti agli astanti. Poi la brutta caduta e la notizia ufficiale della soppressione di Quativoglio, montato da Antonio Siri e finito contro la staccionata nei pressi della curva delle Magliaie. Incidentato a un garretto era stato portato fuori pista.
Il palio se lo sono giocato, alla fine, Storte e Poggio: «Ma col cavallo del Poggio – spiega Salvatore Panebianco, un maggiorente delle Storte – non c’era nulla da fare. Il nostro cavallino Radeski era molto inferiore a Quasimodo di Gallura e giustamente il Poggio ha vinto. Miracoli non se ne fanno. Chapeau».
Anche il sindaco Claudio Franci non nasconde il suo rammarico: «Mi spiace molto – dice – che siamo partiti in tre e che in corsa si sia incidentato un altro cavallo. Non è andata liscia, quest’anno. La manifestazione perde l’aria spensierata di sempre, certamente. Eppure devo dire che la festa di popolo è stata grande e subito dopo la corsa sono andato a fare i miei complimenti a Poggio che giustamente stava festeggiando in contrada».
Dal canto suo il capitando di Borgo, Alessandro Pasqui è ancora provatissimo: «Sono stato male ieri e oggi – dice – è stata una giornata bruttissima. Non correva la nostra rivale il Monumento e già questo era per noi una mancanza. E poi la caduta di Quativoglio che avrebbe potuto portarci in sede il cencio. Ogni commento è difficilissimo oggi, come ben sanno tutti coloro a cui sta a cuore questa festa. E in ogni caso, nonostante tutto, la vittoria del Poggio è da rispettare».
E infine il capitano della contrada vittoriosa Stefano Bernardini: «Poggio ha preparato questa vittoria tutto l’anno e ha affidato a Giuseppe Zedde la nostra sorte. Abbiamo sempre creduto in lui. La corsa si fa al canape e Zedde ha mostrato quel che sapeva fare a gestire la mossa. Correre in tre? È più difficile che correre in quattro. Dispiace per il Monumento e per Borgo, ma noi abbiamo fatto un bel lavoro. La vittoria ce l’ha portata l’abilità di Zedde e la potenza del nostro cavallo».
«Nel palio l’obiettivo è usare i cavalli per ciò per cui nascono: correre. Se il tuo cavallo non ce la fa, ti arrendi, non insisti, perché il primo scopo, per un contradaiolo, non è vincere, ma voler bene al proprio cavallo» di Alberto Coppi, del Monumento e capogruppo Pd. «E anche quando si fa male un cavallo, il dolore è di tutti, anche dei tuoi rivali. Questa è l’importanza e la magia del palio: il rispetto per l’animale». (f.b.)
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