Il Tirreno

Grosseto

Nuovo Sos per la chiesina del Presepe

di Fiora Bonelli
Nuovo Sos per la chiesina del Presepe

Arcidosso, un team di appassionati e di studiosi capitanati da Elisabetta Mangani vorrebbe acquistarla e ristrutturarla

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ARCIDOSSO. Salviamo la chiesina del Presepe. Un delizioso oratorio fra Canali e Bagnoli di Arcidosso, in aperta campagna, con un altare in peperino di grande qualità e decori e sculture di pregio, una chiesina di esigue dimensioni a un’unica navata, con una sagrestia adiacente, sconsacrata e sconosciuta ai più, da qualche giorno sta ricevendo le attenzioni di appassionati, esperti e associazioni che vogliono acquisirla e ripristinarla.

Veramente l’appello a salvarla dal degrado, e una documentazione storica, era arrivato ben 16 anni or sono da Salvatore Di Salvo, uno studioso arcidossino che dalle pagine di una rivista locale aveva messo il caso sotto gli occhi di tutti. Un appello caduto nel vuoto e oggi tornato alla ribalta grazie all'interessamento e all’accorata sollecitazione della studiosa Elisabetta Mangani, che spesso soggiorna a Bagnoli, e di alcuni ricercatori e appassionati di antichità: Alessandro Bramerini, Gianni Cannavale e i membri dell’associazione La Vettoraia, a cui si è aggiunto Marcello Bianchini, promotore del Comune Unico Amiata.

L’idea è di acquisire la chiesa per la quale, pare, la proprietà Maccari non esige una cifra esagerata, e ripristinarla. Un’operazione che il gruppo dei promotori ha proposto anche al comune di Arcidosso dal quale si attendono concrete risposte. In ogni caso anche col contributo e l'impegno comunale, si andrà a chiedere una pubblica sottoscrizione.

«Siamo decisi ad andare avanti e ci sono molte persone che ci hanno promesso il sostegno. Ne vale la pena» spiegano Bramerini e Cannavale che aspettano martedì un nuovo abboccamento con l’assessore Marco Pastorelli.

Intanto domenica il gruppo farà una prima azione di ripulitura dell’intorno della chiesa per liberarla da erba e arbusti. «Ma bisognerà presto intervenire sul tetto – spiega Cannavale – che è in pessime condizioni».

L’oratorio del Presepe è di fattura settecentesca e lo testimonia anche la data, 1707, scolpita nell’architrave. Le notizie sull’edificio, fornite da Di Salvo, riferiscono che la dedicazione alla Natività di Gesù fu voluta da don Pietro Pavolo e Marco Gorgoni, come scritto nella lapide sotto la mensa. E sempre utilizzando notizie fornite da Di Salvo, si viene a sapere che i Gorgoni sono una famiglia di cui nella zona si è persa memoria, mentre si sa dei proprietari successivi, i Tassi, di cui la chiesa contiene le tombe. Di notevole valore, nell’interno dell’oratorio, l’altare, alto circa tre metri, tutto lavorato in peperino locale, con colonne e capitelli scolpiti sormontati da un frontone e in alto lo stemma dei Gorgoni.

Il gruppo, in accordo con la proprietà, ha deciso di chiudere il portoncino della chiesa e di poter fare i primi lavori di ripristino prima di renderla visitabile

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