Attenzione
Giardelli: «Difficile dare fiducia a questi controllori»
SCARLINO. «La fiducia è una cosa sera, si acquisisce con gli atti» scrive Ubaldo Giardelli ad Enrico Rossi. Il primo è un rappresentante del Comitato del No all’inceneritore di Scarlino, il secondo è...
SCARLINO. «La fiducia è una cosa sera, si acquisisce con gli atti» scrive Ubaldo Giardelli ad Enrico Rossi. Il primo è un rappresentante del Comitato del No all’inceneritore di Scarlino, il secondo è il presidente della Regione Toscana.
I due hanno avuto uno scambio di e-mail alla vigilia della Conferenza dei servizi sul procedimento di rilascio di Via e Aia, documenti necessari per far ripartire l’impianto, a cui poi è stato dato parere favorevole. E mentre ieri gli oppositori si scagliavano sui social contro il governatore, ritenuto il primo responsabile dell’imminente riaccensione dei forni, Giardelli è tornato a scrivergli, elencando tutti i motivi per cui non ha fiducia (come il resto del fronte del No, anch’esso impegnato a scrivere e-mail a Rossi) dei controlli annunciati dalla Regione su tutto il Casone. «Lei ritiene – scrive il membro del comitato - che gli uffici e gli enti competenti in materia abbiamo svolto un lavoro molto articolato e approfondito, ma la prova del contrario è data dal fatto che a moltissime nostre osservazioni da tali uffici pubblici non è stata data una risposta motivata e scritta».
Parole quelle di Giardelli che seguono la risposta dello stesso Rossi, in cui lunedì pomeriggio, ha ribadito «la completa fiducia» nei propri uffici. «L’impegno della Regione – scrive il presidente - è di garantire che le decisioni avvengano secondo criteri di completa trasparenza e facendo in modo tale che l’esercizio di impianti sia continuamente monitorato con tutti gli strumenti atti a promuovere il continuo miglioramento delle tecniche disponibili nel pieno rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini». Fiducia appunto. Quella che non hanno né gli ambientalisti né i molti cittadini che hanno scritto a Rossi. Non hanno fiducia nei cofronti dell’Arpat, «che non solo non ha fatto i controlli sulla qualità del materiale, ma che si affida al controllato per i controlli stessi», scrive Giardelli. Non hanno fiducia nell’Asl, «che mai ha istituito un registro tumori in questo territorio devastato dall’arsenico». E non hanno fiducia neanche negli enti locali, «che non hanno dato una sola spiegazione per il fatto, accertato, che l'impianto è andato in emergenza e blocco un giorno ogni tre». Le reazioni al parere positivo della conferenza dei servizi comunque non si fermano a questo scambio di e-mail. «Se la Regione pensa che la storia finisca qui si sbaglia di grosso» dicono in molti sul fronte del No, facendo preannunciare nuovi ricorsi al Tar. Ma ci sono reazioni anche politiche, di nuovo tutte interne al Pd. Ieri mattina infatti il presidente del consiglio comunale di Follonica, Francesco De Luca, ha affidato a Facebook una sua riflessione sul partito grossetano. «Sarebbe stato più giusto che tutti i miei colleghi di partito provinciale avessero solidarizzato con i sindaci di Follonica e di Scarlino sulla riapertura dell'inceneritore – scrive - Invece, le uniche voci che si alzano sono contro la chiusura delle poste nei piccoli centri. Ecco, avrei voluto che la mia solidarietà a loro, in questa giusta battaglia di civiltà, fosse per un attimo ricambiata con altrettante parole di vicinanza alle nostre, che sono anche le loro, istanze. Invece, fuori dal politichese di alcune dichiarazioni, ho percepito il solito silenzio di sempre» . (al.fa.)
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